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Ad Alvignano suona una musica nuova. Inaugurato l’organo a canne nel Santuario dell’Addolorata

Domenica scorsa il concerto del Maestro Theodor Flury organista titolare presso l’Abbazia di Einsiedeln in Svizzera

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Inaugurato domenica scorsa (5 gennaio) il nuovo organo a canne collocato nel Santuario dell’Addolorata. Dopo l’acquisto da parte della Parrocchia di San Nicola di Bari (il Santuario è nel territorio parrocchiale) avvenuto nel 2015 e i mesi di restauro successivi (a cura della ditta Michelotto), il maestoso edificio sacro cinquecentesco si arricchisce di questo pregiato manufatto sintesi di un impegno pastorale ed economico portato avanti dalla Parrocchia, dalla Chiesa Italiana grazie ai fondi 8xMille (destinati al culto e alla pastorale) e dalla Diocesi di Alife-Caiazzo.

Non ha sorpreso la massiccia presenza di alvignanesi particolrmente legati a questo luogo sacro e quindi fieri e riconoscenti per questo progetto che dona valore al luogo e alla comunità civile; ha destato invece felice sorpresa la partecipazione di numerose persone giunte dai comuni vicini (numerosi altri dai paesi delle Diocesi confinanti), in particolare maestri di musica e appassionati di musica sacra.

Serata accompagnata dalla esecuzione all’organo del M° Theodor Flury,monaco benedettino, organista titolare presso l’Abbazia territoriale di Einsiedeln (Svizzera) e docente di Organo e Composizione presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma, introdotto ad ogni esecuzione da Roberto Di Buccio, di Piedimonte Matese, studente presso il Medesimo Istituto e allievo di padre Flury.
La cerimonia si è aperta con la benedizione dello strumento. Il parroco don Alessandro Occhibove richiamando le parole del rituale romano sul valore valore della musica sacra e dell’organo nelle celebrazioni che “può aggiungere splendore alla celebrazione, favorire la preghiera dei fedeli e innalzare la loro mente a Dio: uno strumento che non è collocato solo come manufatto ad uso artistico ma soprattutto come strumento di preghiera teso a favorire l’incontro con Dio”.
Al termine del concerto i ringraziamenti di don Francesco Vangeli, al M° Theodor Flury e a quanti hanno collaborato per la realizzazione del progetto e  riuscita della serata, ma soprattutto un ‘grazie’ nella preghiera al Signore per le occasioni in cui è dato alla comunità cristina di crescere spiritualmente anche in occasioni come queste.

Il Santuario dell’Addolorata, anni di importanti “recuperi”

L’organo a canne collocato nel Santuario rappresenta visibilmente un significativo impegno della Diocesi di Alife-Caiazzo rispetto a questo luogo di culto a cui è particolarmente radicata la storia e la memoria della comunità alvignanese.
Nel 2014, in occasione del V centenario della costruzione (1514) su iniziativa dell’allora parroco don Emilio Meola e con l’autorizzazione della Diocesi, la Parrocchia di San Nicola di Bari acquistava l’organo messo in vendita dalla Evangelische Kirchengemeinde St. Crucis in Bad Sooden-Allendorf (Germania).
Il progetto di restauro ha coinvolto la Conferenza Episcopale Italiana attraverso l’erogazione di una cifra (il 40% della spesa) dai fondi dell’8xMille destinati al culto e alla pastorale, e poi direttamente la Diocesi di Alife-Caiazzo per l’ulteriore sostegno alla spesa del restauro e del montaggio dello strumento.
Altra tappa nel cammino di recupero di questo caro luogo risale al dicembre 2017 quando la Diocesi, per mano del vescovo Di Cerbo, al fine di recuperare l’edificio di proprietà comunale alle sue funzioni religiose (chiuso da qualche tempo per necessità di restauri), chiedeva ed otteneva dal Comune il comodato d’uso gratuito della struttura per 5 anni garantendo le spese di manutenzione straordinaria per far fronte alla riapertura auspicata dalla comunità dei fedeli. In accordo con l’Amministrazione civica retta dal sindaco Angelo Marcucci, la diocesi di Alife-Caiazzo ha proceduto ai lavori trovando nella disponibilità della locale ditta edile Sgueglia, la possibilità di procedere in tempi brevi e in sicurezza affinché il Santuario dell’Addolorata venisse riaperto in occasione delle festività natalizie.

L’organo a canne. Descrizione tecnica in sintesi

Lo strumento risale al 1871, ampliato nel 1959 dalla ditta “ Friedrich Euler orgelbauanstalt Hofgeismar ”, come ne attesta l’inscrizione in consolle; è a trasmissione elettrica e consta di 32 registri di canne reali; si tratta quindi di un organo di una certa mole con un complesso fonico di 2106 canne, dotato di notevoli e ben distinte qualità foniche molto importanti per l’esecuzione di una vasta e svariata letteratura organistica , oltrechè, cosa essenziale, ad accompagnare, in maniera più che degna, tutte le funzioni liturgiche del Santuario.
La consolle, realizzata in legno di rovere, è composta da tre tastiere di 54 note lavorate in galalite, nei diatonici, e bakelite nera, nei cromatici. È presente una pedaliera di 30 note. Il canneggio, in fase di acquisto è risultato di buona qualità, realizzato secondo le esigenze tecnico foniche dell’epoca, di due diverse stratificazioni o natura: abete, zinco e stagno-piombo a seconda della collocazione e della dimensione.
Lo strumento è stato collocato nella cella organara posta in cantoria, esistente
sopra la porta d’ingresso principale del Santuario. Mentre la consolle è collocata nel transetto. (Dalla relazione della ditta restauratrice Michelotto)

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