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Ammodernamenti cercansi a Bocca della Selva

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Dopo trent’anni gli skilift necessitano di un “ritocco” e nuovi adeguamenti

L’inverno 2012, così prodigo di neve, ha portato anche il pieno di amarezza a quanti, in questi giorni, hanno raggiunto la località sciistica di Bocca della Selva. La sciovia Cristallo, infatti, è ferma. Un silenzio irreale, proprio lì dove, soprattutto negli anni scorsi, le urla festanti di migliaia di studenti erano diventate una gioiosa costante delle stagioni invernali. Il primo tratto della vecchia “Sciovia del Sole”, realizzato nel 1981, è fermo «per legge». Sì, perché decorsi trent’anni, gli skilifts sono ormai obsoleti. Vanno, perciò, smontati pezzo per pezzo e sostituiti con nuovi impianti. Tutto da rifare, insomma,per reinventare la scommessa dello sviluppo turistico legato agli sport invernali sul Matese. Il Comune di Piedimonte, che fino al 2017 aveva concesso alla società Impianti scioviari del Matese la concessione delle piste e delle aree adiacenti, ha preso atto, l’altro ieri, della disponibilità della società a rescindere anticipatamente il contratto. Al termine di questa stagione sciistica, quindi, tutte le aree saranno riconsegnate al Comune e si ripartirà da zero. E’ già in cantiere, infatti, un  nuovo bando, con il quale il Comune di Piedimonte Matese cercherà di individuare altri partners imprenditoriali, disposti ad investire in strutture e impianti, per un possibile rilancio di Bocca della Selva. Negli ultimi quindici anni, il Coni ela Fisi avevano lavorato alacremente sul fronte del turismo sportivo, rendendo gli studenti delle scuole di Terra di Lavoro protagonisti, con l’iniziativa delle «giornate bianche», di una nuova fase promozionale della località sciistica. Impossibile reggere il raffronto con la vicina Campitello o con Roccaraso: Bocca della Selva, però, avrebbe potuto candidarsi a diventare il campo scuola per eccellenza riservato agli sport invernali, con un target fidelizzato, quello di famiglie e studenti. «Tecnicamente gli impianti hanno esaurito il ciclo di funzionamento trentennale – spiega il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello -: è chiaro che adesso, in attesa del nuovo bando, andranno ripensati una serie di aspetti legati allo sviluppo turistico. C’è però un progetto di circa cinquecentomila euro di fondi Pirap per la creazione di aree pic-nic e chalet». La società concessionaria, che a primavera dovrà riconsegnare le aree, snocciola più d’una motivazione rispetto alla volontà di rescindere anticipatamente il contratto: «Più volte – spiega il responsabile d’esercizio Antonio Vecchione – abbiamo cercato un’interlocuzione con il Comune di Piedimonte, puntando alla istituzione di un tavolo tecnico, aperto anche agli altri operatori turistici, alle associazioni di promozione del territorio, per lavorare ad un progetto di investimento complessivo che avrebbe potuto agevolare il reperimento dei fondi necessari alla sostituzione degli impianti. Occorrerebbero circa cinquecentomila euro. La società, fino ad oggi, ha investito a proprie spese, realizzando i due tratti della manovia, la nuova pista Cristallo Vetta, acquistando un nuovo battipista, nonostante la revoca dei finanziamenti ottenuti in base al progetto di rilancio del 1997». Nel 2001, infatti,la Regionerevocò circa 800 milioni di vecchie lire, dopo alcuni accertamenti disposti dal nucleo tributario della Guardia di Finanza in merito alle sovvenzioni erogate per la realizzazione del secondo tratto della “Cristallo Vetta”. In pratica, oggi, a Bocca della Selva funzionerebbe solo quest’ultimo tratto. E’ soltanto il primo, quello della pista “Cristallo”, che va sostituito. Con un paradosso tutto campano: fino ai nuovi skilifts della “Cristallo Vetta”, gli sciatori dovrebbero arrivarci con le proprie gambe… (fonte Il Mattino)

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