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Castel di Sasso. Il centro di prima accoglienza si farà

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Il Comune rinuncia allo stabile nella frazione di Prea, ma cerca una nuova abitazione

Nasce un vero e proprio “caso” intorno al Centro di Prima accoglienza che dovrà sorgere a Castel di Sasso.  L’iniziativa avviata dal piccolo comune del Monte Maggiore prevede la realizzazione di una casa  di prima accoglienza per immigrati e stranieri richiedenti asilo politico nell’ambito di un definito progetto intitolato “Centro di accoglienza per l’incontro dei popoli” del Ministero dell’Interno. Dopo aver individuato la struttura ospitante  in una costruzione adiacente una piccola scuola privata nella frazione id Prea, sono sorte le polemiche che hanno aspramente contrapposto la Maggioranza guidata dal sindaco Nunzio Valentino, la Minoranza e una fetta di popolazione. Secondo le accuse, la struttura sorgerebbe su un terreno franoso oltre che in una zona eccessivamente isolata, priva di collegamenti con i vicini centri abitati. Motivazioni sufficienti secondo la Minoranza, a rinunciare al Progetto. Chiamato in causa da più parti, il Sindaco N.Valentino, ha incontrato la cittadinanza attraverso un Consiglio comunale, aperto ad accogliere le istanze di tutti. Per poter garantire l’equilibrio tra gli abitanti, evitando il rischio di ripetuti scontri sul fronte della decisione logistica della struttura di accoglienza, la Maggioranza ha rinunciato alla abitazione di Prea, ma non al Progetto. Con l’autorizzazione del Ministero, il fondo Pon del valore di 350.000 euro sarà congelato per permettere all’Amministrazione di individuare entro breve tempo un nuovo stabile, tanto che il Sindaco ha pubblicamento fatto appello perchè qualora vi siano proprietà private in vendita, si tenga conto delle necessità del Progetto in causa. “Siamo disposti ad acquisire una nuova struttura – ha dichiarato il Primo cittadino – al fine di garantire gli obiettivi straordinari dell’iniziativa di cui ci siamo resi protagonisti”.

La struttura di prima accoglienza dovrà essere predisposta in modo da accogliere fino a 16 persone  per lo più di provenienza magrebina, albanese, indiana e pakistana, per un periodo non superiore a 90 giorni.  Una volta giunti sul posto gli ospiti della struttura  prenderanno parte ad un percorso di inserimento sociale e alfabetizzazione, e soprattutto di inserimento scolastico per quel che riguarda i minori. La gestione della struttura potrebbe impiegare ben 4 persone del posto, garantendo così anche a giovani locali la possibilità di un’esperienza lavorativa.

Il Sindaco fa sapere che  entro pochi giorni sul sito www.comune.casteldisasso.ce.it nella sezione Albo pretorio sarà disponibile tutta la documentazione relativa al progetto.

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