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“George Clooney e Belen Rodiguez” extracomunitari come tanti

Il sindaco di Castel di Sasso, Nunzio Valentino, e il suo gruppo di maggioranza non si arrendono all’idea di rinunciare alal realizzazione del Centro di prima accoglienza per immigrati promosso dal Ministero dell’Interno attraverso il Pon Sicurezza per lo sviluppo. Il fondo economico messo a disposizione dal Progetto è pari a € 350.000 ma l’idea di individuare quale struttura possibile alla ristrutturazione come la scuola della frazione di Prea sembra essere definitivamente abbandonata, in quanto – come comunicato nel consiglio comunale aperto ai cittadini il 20 gennaio – dal consigliere Ragozzino, ” la struttura di Prea (ndr), risulta affittata e l’affittuario non ha accettato di trasferirsi presso le sedi alternative proposte dal Comune. Aggiunge che, laddove qualche cittadino di Castel di Sasso fosse disponibile a vendere un immobile a condizioni vantaggiose, l’ Amministrazione potrebbe valutare l’ipotesi di acquistarlo al fine di realizzare il progetto”. Il sindaco ha colto l’occasione per parlare nuovamente alla cittadinanza chiedendo che l’intero suo intervento venisse verbalizzato. Nunzio Valentino ha nuovamente sollecitato gli abitanti di Castel di Sasso ad una apertura nei confronti del progetto e delle sue finalità: “E’ mia ferma convinzione e voglio parlare questa volta solo a titolo personale per la delicatezza dell’argomento, che tutto quanto realizzato finora in relazione a questo Centro di Accoglienza è stato impiantato perché mi ritengo convinto che anche questo rappresenti un tassello importante nel puzzle del progetto di sviluppo del nostro Comune, che stiamo portando avanti da prima che io stesso comprendessi di amministrazione (…). Voglio solo ricordare che “extracomunitario” è riferibile a qualunque individuo non appartenente alla Comunità Europea, sono certo però che nessuno di Voi in questo momento sta pensando a George Clooney, a Belen Rodriguez, a Diego Armando Maradona, ma neppure a Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010 detenuto in un carcere cinese, Leymah Gbowee, premio Nobel per la pace 2011, una donna che con il suo impegno è riuscita a porre fine alla guerra in Liberia; io sono sicuro che la Vostra mente corre alle vergognose immagini che hanno fatto il giro del mondo l’anno scorso, quando poveracci provenienti da un sud del mondo cercavano di trovare solidarietà alle loro angosciose vicende ed invece trovavano la stoltezza umana che è pronta a  strumentalizzare anche la sofferenza per il perseguimento di fini personali. Purtroppo cari amici, ed è questo che mi causa sofferenza, noi non possiamo accogliere quelle persone, non abbiamo la capacità economica, tecnica ed istituzionale per poter soccorrere questi nostri fratelli la cui unica colpa è quella di esser nati in un paese nel quale anche la vita è spesso negata. Noi, cari amici, possiamo accogliere poche persone, quelle ammesse a protezione e che debbono trovare una collocazione temporanea nel nostro paese nel frattempo che essi procedano nell’organizzazione della propria vita. Potete esser certi che appena questi signori potranno scegliere una residenza in Italia o in un altro paese comunitario, ebbene posso avere validi elementi di convinzione che giammai questi sceglierebbero di rimanere a Prea. Questi, tra cui sicuramente laureati, giornalisti, uomini e donne impegnati in politica, poeti, registi, scrittori e chi più ne conosce più ne metta, sicuramente non sceglieranno di costruire la loro vita in un ridente ma inopportuno paesino di collina quale è Prea”.

L’intervento completo del sindaco, il verbale del Consiglio comunale e le proposte della Minoranza di respingere il progetto, sono disponibili al seguente indirizzo: http://albocasteldisasso.asmenet.it/download.php?down=1&id_file=565&id_doc=7100212&sez=9&data1=07/02/2012&data2=22/02/2012&view=si

La scuola nella frazione di Prea dove doveva sorgere il Centro di prima accoglienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Comune, in accordo con il Ministero dell’Interno, avendo solo temporaneamente congelato l’erogazione del contirbuto, continua nella ricerca – nel territorio di Castel Di Sasso – di strutture anche private da poter acquisire per dare concretezza a questa idea di sviluppo per il paese, ma anche a questa possibilità di crescita dal punto di vista sociale e culturale.

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