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    Home»Arte e Cultura»Studenti "sotto esame". Nessun pericolo Hacker
    Arte e Cultura Scuola

    Studenti "sotto esame". Nessun pericolo Hacker

    Redazione19 Giugno 2012Nessun commento

    Le tracce arrivano dal web

    Si sono concluse ieri le prove Invalsi per le scuole secondarie di I grado che hanno coinvolto 587.518 studenti.
    La prova, all’interno dell’esame di stato che conclude il primi ciclo di studi (parliamo di quelle note fino a poco fa come scuole medie), è stata introdotto a giugno del 2008 quale “verifica” unica su tutto il territorio nazionale del grado di preparazione degli studenti. Le due principali aree disciplinari – spiegano dal Miur (Ministero Università e Ricerca) – sono italiano e matematica. I principali aspetti indagati sono stati la capacità di comprendere e argomentare un testo, la conoscenza lessicale e grammaticale, la capacità di risolvere problemi e le abilità logiche e inferenziali. Le prove, costruite tenendo conto delle indicazioni vigenti, sul modello di quelle usate per le indagini internazionali, collocano i risultati su diversi livelli, presentando domande con differenti indici di difficoltà. In questo modo le istituzioni scolastiche possono confrontare il livello di apprendimento dei propri studenti rispetto alle altre scuole del territorio nazionale.

    foto internet

    Domani toccherà agli studenti degli istituti superiori. E sarà la volta dell’esame di stato, quello per eccellenza, fino a poco fa noto come esame di maturità. La novità introdotta quest’anno è l’invio per via telematica delle temute tracce (e poi delle prove successive) per la prova di italiano. Forte il rischio di hackeraggio a cui però dal Ministero rispondono con serenità: “Ci vogliono tre anni per decriptare la chiave”, ha spiegato Emanuele Fidora, a capo della Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi del ministero dell’Istruzione. La chiave-ministero è composta da 25 caratteri e verrà resa pubblica alle 8.30  in contemporanea sul sito del ministero, via e-mail alle scuole (con posta certificata),  attraverso il  TG1 e Televideo e con un servizio di Help-Desk contattabile con un numero verde fornito alle scuole: si tratta di misure «paracadute» nel caso di un malfunzionamento della rete del ministero. Una volta in possesso della “chiave ministeriale”, le scuole, abbinandola a quella già in loro possesso, potranno “leggere” le tracce, stamparle e procedere con la prova. Minimo è anche il tempo che eventuali hacker avrebbero a disposizione: “abbiamo calcolato che ci vogliono circa tre anni a decriptare la chiave: le stesse probabilità di vincere al Superenalotto per dieci settimane di seguito”.

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