Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»ArteSanta»Verso Emmaus, lo sguardo di von Uhde sull’episodio del Vangelo
    ArteSanta

    Verso Emmaus, lo sguardo di von Uhde sull’episodio del Vangelo

    Redazione4 Maggio 2014Nessun commento

    di Francesca Costantino

     

    [dropcap]H[/dropcap]o comprato diversi libri dello scrittore Alessandro Baricco. Uno di questi, “Emmaus”, mi ha affascinato prima di tutti gli altri. Ho sottolineato una frase durante la lettura, collegandola immediatamente all’evento evangelico e ad un dipinto. Queste le parole:

    Cuori piccoli , li nutriamo di grandi illusioni, e al termine del processo camminiamo come discepoli ad Emmaus, ciechi, al fianco di amici e amori che non riconosciamo […]Per questo conosciamo l’avvio delle cose e poi ne riceviamo la fine, mancando sempre il loro cuore. Siamo aurora ma epilogo, perenne scoperta tardiva. Ci sarà forse un gesto che ci farà capire.

    L’immagine riprodotta nella mia mente è invece il dipinto di un pittore impressionista tedesco, Frizt von Uhde. È intitolato, come è logico dedurre, “La strada verso Emmaus” e risale al 1890. Mostra tre uomini, di spalle, in cammino verso una meta, immersi in un campestre paesaggio. Due di essi indossano  umili abiti che indubbiamente sono contemporanei; il terzo è nel mezzo e sembra invece abbigliato all’antica con una tunica di un intenso azzurro.  L’autore, come in molte altre sue opere dedicate a significativi episodi del Vangelo, traspone in chiave reale un evento che  “sente” e definisce “senza tempo”.
    La posizione dei corpi svela una certa attitudine degli apostoli all’ascolto dell’uomo che li affianca, ma denuncia altresì, nello sguardo rivolto a terra, il mancato riconoscimento del maestro a causa della tristezza che attanaglia il loro cuore. Sono così induriti dalla rabbia, dal rancore, dalla sofferenza per una perdita che ritengono ingiusta e prematura, da non essere più in grado di comprenderne il senso, di avvertirne la rinnovata presenza.
    I loro pensieri si concentrano così  sulla morte, sul buio, sullo sconforto, tanto da renderli “ciechi” di fronte al riconoscimento della vita , della luce, della gioia, insomma di Cristo che sopraggiunge sul loro cammino. E, come l’opera ben racconta, è un Cristo che affianca i discepoli, che compie passi lenti ponendosi accanto; non di fronte, non dall’alto ma adiacente ad essi, sullo stesso piano.
    È un Cristo paziente che accoglie perplessità e dubbi, che non si stanca di chiarire, rassicurare, insegnare. È un Cristo che condivide, che accompagna, che ama senza riserve, soprattutto quando siamo poco inclini a riconoscerlo. Sì, quei discepoli siamo anche noi quando, accecati dal dolore, lo additiamo come “forestiero” nella nostra vita. Come per i discepoli “ci sarà forse un gesto che ci farà capire”, l’unico che possa restituirci vita vera.

    Arte Santa emmaus

    Articoli correlati

    “Serve un cambio di rotta per la pace”. La posizione del Vaticano dalla voce del Card. Gallagher

    1 Gennaio 2026

    Nessun cammino è “da soli”. La “relazione” tra Gesù e i discepoli di Emmaus nel vangelo di domenica 26 aprile 2020

    25 Aprile 2020

    Gesù Risorto ci insegna a vivere autenticamente

    5 Aprile 2015

    Il genere umano ai piedi della Croce. Un’opera di Renato Guttuso

    3 Aprile 2015
    Leave A Reply Cancel Reply

    This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

    Articoli recenti
    Papa Leone XIV

    Come leggere la pienezza della legge di Cristo?

    Redazione18 Febbraio 20260

    Ancora una volta la liturgia si sofferma sul discorso della montagna, dopo averci proposto le…

    Vivere online: non è un mondo virtuale, è il nostro mondo

    18 Febbraio 2026

    Clarus, una veste nuova nel segno della continuità

    18 Febbraio 2026

    Gioia Sannitica, uomo socmparso. Si cerca da domenica. “Unitevi alle ricerche”, l’appello del Comune

    16 Febbraio 2026
    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Sessa Aurunca, 2 febbraio 2026. Festa della Presentazione al Tempio, Giornata della Vita consacrata

    2 Febbraio 2026

    Piedimonte Matese, 3 settembre 2025. Veduta del Campanile di Santa Maria Maggiore.

    3 Settembre 2025

    Alife al tramonto, 17 luglio 2024. Veduta in direzione Nord

    17 Luglio 2024
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.