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Alife-Caiazzo. In diocesi stop ai matrimoni in oratori, alberghi e giardini

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La Diocesi di Alife-Caiazzo sceglie di ritornare a vivere la comunità

diocesi di alife-caiazzoLa Redazione | Dal 1 Ottobre 2015 cambiano le regole nella diocesi di Alife-Caiazzo. Il Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo ha emanato un decreto che interessa particolarmente i futuri sposi. In primo piano il pastore sottolinea che il matrimonio è una tappa della vita di fede che riguarda non solo gli sposi ma anche la comunità, motivo per cui sollecita ad una celebrazione del matrimonio comunitaria e non privata.
Le ‘spinte privatistiche’ della dimensione cristiana -che di per sé è una dimensione invece comunitaria- possono essere viste come il frutto della cultura odierna, prettamente consumistica e, troppo spesso, conducono ad abusi che non salvaguardano la dignità del Sacramento stesso.
Il Vescovo Valentino invita a celebrare il matrimonio nella parrocchia di uno degli sposi o, in via straordinaria, in alcuni Santuari della Diocesi indicati nel Decreto.
Sono invece vietati i matrimoni negli oratori, nelle cappelle private e gentilizie, nei locali degli alberghi e dei ristoranti, nelle rettorie e nei giardini; a coloro che provengono da altre diocesi viene proibito sposarsi nelle chiese di Alife-Caiazzo di domenica o nelle feste di precetto.
Un’altra nota riguarda le offerte che abitualmente gli sposi fanno alla chiesa in cui si è svolto il rito: nessuna tariffa fissa ma l’invito a collaborare con le necessità della parrocchia (la manutenzione e la carità), che altro non è che la casa della comunità intera, con una somma pari almeno al costo di un coperto che si è soliti pagare al ristorante per la festa.

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