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Festival dell’Erranza. Viaggio al passo, viaggio al galoppo

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Arianna Corradi, Mauro Ferraris e Riccardo Carnovalini raccontano le loro esperienze tra emozioni e semplicità

Noemi Riccitelli – La seconda giornata del Festival dell’Erranza inizia nell’antica e ritrovata Cappella di San Domenico, che affaccia sul più celebre chiostro, all’interno dell’omonimo complesso monastico. Ospiti Arianna Corradi, Mauro Ferraris e Riccardo Carnovalini, instancabili e appassionati viaggiatori. Per Arianna Corradi (nella foto)  e Mauro Ferraris il viaggio ha una declinazione particolare, i due infatti, hanno compiuto numerosi viaggi a cavallo. La giovane viaggiatrice ha realizzato arianna corradi_festival erranza“Quel sogno di partire a cavallo”, titolo del suo libro dedicato a questa avventura. Questo sogno nasce da una passione infantile per i cavalli, incrementata dalle mitiche cavalcate di numerosi film, che la animano all’idea di partire, di viaggiare. Ecco quindi il viaggio Torino-Verona  del 2004 e Torino-Canterbury del 2007, entrambi compiuti insieme al suo compagno quadrupede.
Un viaggio suggestivo, coinvolgente, all’insegna della libertà e della sola voglia di andare. Un tu per tu con se stessa e con il proprio fedele compagno, un’avventura non sempre facile, ma che le ha insegnato a conoscere anche i propri limiti e possibilità. Esperienza questa che la Corradi ha avuto modo di condividere con gli altri non solo attraverso il suo libro, ma anche attraverso l’incontro con l’associazione Alpitrek, di cui lei fa parte insieme con Mauro Ferraris.  Alpitrek nasce alla fine degli anni Settanta da un gruppo di scout animati dall’amore per la natura, la vita all’aria aperta.

L'accampamento indiano allestito nel chiostro di San Domenico
L’accampamento indiano allestito nel chiostro di San Domenico

E proprio Mauro Ferraris ne è un valido esponente vista la sua vita dedita ai cavalli, alle montagne e alla natura in ogni suo aspetto, che ha imparato a conoscere durante il suo anno e mezzo di vita insieme ai Lakota Sioux di Fort Laramie, grandi maestri,per lui, della vita a cavallo e dei grandi spazi.
Riccardo Carnovalini ritorna invece con i ‘piedi a terra’. Giornalista e fotografo di viaggio, amante da sempre del cammino. Egli ha realizzato un viaggio in Basilicata, “coast to coast”, con l’associazione CamminAmare, scoprendo e mettendo in luce le bellezze inedite del posto, ma anche le sue criticità, troppo spesso sottovalutate. “L’erranza millimetrica” è il concetto che il giornalista tende a sottolineare, ovvero, la necessità, in un lungo viaggio, di volgere lo sguardo sul più piccolo particolare, per goderne in tutta la sua intensità e bellezza, ma l’erranza millimetrica è anche quella da compiere nel più breve raggio di distanza,mettendo già solo il naso fuori dalla propria finestra, per scoprire ciò che non si conosce. Per fare ciò, secondo Carnovalini, occorre mettere in pratica due imperativi, rallentare e togliere: rallentare per conoscere e apprezzare al meglio il mondo intorno a noi e togliere per sentirsi più liberi e quindi in sintonia con l’essenzialità e la semplicità della natura.
E proprio sul tema di questa edizione del festival, La dimora e l’altrove, dai tre ospiti viene la definizione comune che il bello del mettersi in viaggio è proprio la scoperta di un Altrove, che esso sia un paesaggio, una persona, un’emozione stessa, una dimensione diversa da sé, la voglia di aprire lo sguardo e la propria mente; definire una Dimora per un viaggiatore potrebbe essere un paradosso,quasi imbarazzati infatti sono sembrati i protagonisti, affermando però come ogni viaggio ha sempre un punto di partenza, una stabilità da mettere in discussione con un nuovo cammino.
Storie e personalità uniche ,queste, che arricchiscono e permettono di esplorare, anche solo per un’ora, tanti mondi diversi e che fanno del Festival dell’Erranza un’esperienza particolare.

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