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Santa Maria Occorrevole. La comunità francescana è tornata a casa

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Accolti 12 novizi che per un anno intero vivranno secondo la spiritualità francescana tra studio e preghiera

noviziato-santa-maria-occorrevole_padre-antonio-ridolfiLa Redazione – La comunità francescana di Santa Maria Occorrevole torna a vivere. Da ieri – in occasione del ricordo delle Stimmate di San Francesco – sono stati accolti i novizi provenienti dalle 7 Province religiose del Sud Italia e che ormai da qualche anno fanno capo al convento di Monte Muto a Piedimonte Matese per il primo anno di formazione alla vita religiosa.
Dopo il terremoto dello scorso dicembre, e la dichiarata inagibilità della struttura pedemontana, si era reso necessario il trasferimento del noviziato a Foggia; tuttavia la comunità francescana, garantendo la presenza di pochi frati per la celebrazione delle messe è rimasta sul territorio e qui è ritornata. I lavori di recupero del complesso religioso hanno garantito i primi risultati e favorito il ritorno alla normalità delle attività che qui solitamente si svolgono: a parte la cura dei novizi, come sempre ci si recherà a San Pasquale (questa è la denominazione comune del luogo) per la celebrazione delle messe feriali e festive, per trascorrere del tempo in preghiera e per dei ritiri di spiritualità.
Sono 12 i giovani novizi presentati ieri durante la messa vespertina e qui accolti dal padre guardiano padre Antonio Ridolfi ofm e dal maestro fra Carlo Roberto; provengono dalle province religiose di Sicilia (4), di Reggio Calabria (1) di Lecce (2), di Napoli (2), di Salerno (1) e di Foggia (2) dove hanno già fatto la vestizione. Ieri mattina invece, durante la preghiera dell’ora media hanno iniziato ufficialmente il noviziato. Presente, per l’intera giornata, anche il padre provinciale di Lecce, padre Alfonso Polimena ofm, che per quest’anno sarà il moderatore del noviziato.
Numerosi i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione e accolto con ritrovato entusiasmo la comunità, che resta per la popolazione locale – non solo quella di Piedimonte, ma dell’intera valle del medio Volturno – un importante punto di riferimento spirituale. Tra essi anche il viceprefetto Maria Luisa Fappiano, una presenza costante presso la comunità, e per il ruolo pubblico rivestito un valido supporto al recupero del complesso francescano dopo il sisma.

1 COMMENTO

  1. Cari Francescani, il posto che vivete ha mille storie meravigliose che mi sono state raccontate quando ero bambina e vivevo a Piedimonte dove sono nata. Ora sono vecchia e vivo a Napoli, ma non dimenticherò mai le salite al monte muto e le fermate nelle cappelle lungo la strada. Il martedì in Albis si facevano a casa i “caniscioni” e si saliva sul monte per far festa. So che le cappelle sono quasi sparite per l’incuria e l’abbandono di tutte le tradizioni che hanno dato a noi un’educazione e dei ricordi straordinari. Parlatene con il sindaco e cercate di ricostruirle perchè possano ritornare ad essere un richiamo spirituale per giovani e vecchi. Erano dei ripari per i frati che scendevano o salivano al convento quando arrivavano le bufere improvvise ed è in una di queste cappelle che un certo padre “Felice”, monaco del convento, si addormentò e non tornò al convento che la mattina dopo, facendo spaventare tutti per la sua assenza.
    Ricordo anche quando la campana del campanile faceva sentire i rintocchi del vespero fino al paese e quando, per avvertire che i gitanti erano arrivati sul monte, accendevano un falò verso sera davanti ad esso in modo che tutti i paesani potessero vederlo. Non vi pare che queste immagini sono bellissime e che potrebbero essere restituite ai bambini e vecchi del posto? Tutti gli uomini del posto dovrebbero contribuire con fatica e denaro per riportare tutto al suo antico splendore. Molti saluti a tutti
    Marcella Riselli Napoletano

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