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Regione, Provincia e Diocesi di Alife-Caiazzo: il protocollo per i fondi del recupero delle chiese terremotate

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Firmato tra le parti il documento nel santuario di Santa Maria Occorrevole: saranno 13 gli interventi di restauro da realizzare sul territorio

protocollo terremoto alife-caiazzoLa Redazione – Ieri, presso il convento di Santa Maria Occorrevole in Piedimonte Matese, il presidente della Regione Stefano Caldoro ha firmato il protocollo d’intesa che ufficializza il finanziamento dei restauri per le chiese danneggiate dal sisma  del 29 dicembre 2013. La sottoscrizione del documento ha visto protagonisti il Governatore della Regione, il presidente della provincia di Caserta Domenico Zinzi, i vescovi Valentino Di Cerbo e Michele De Rosa, rispettivamente delle diocesi di Alife-Caiazzo e Telese-Cerreto-Sant’Agata dei Goti e padre Agostino Esposito della Provincia francescana di Napoli a cui appartiene il complesso di Santa Maria Occorrevole.
A volere fortemente l’incontro, il deputato Carlo Sarro (anch’egli presente) che già all’indomani del terremoto si rendeva protagonista di una mozione parlamentare per il reperimento dei fondi necessari, a cui è seguito l’iter della Regione che oggi dispone di fondi europei destinati al recupero di ben 13 beni immobili per quel che riguarda il territorio della Diocesi di Alife-Caiazzo: a Piedimonte, la chiesa di Ave Gratia Plena (spesa prevista 350mila euro), Santa Maria Maggiore (180mila), San Domenico (200mila), San Giovanni (200mila), Chiesa del Carmine (150mila) e poi la chiesa e il convento francescano; ad Alife, la Cattedrale (180mila); a Castello del Matese, la chiesa di Santa Croce  e la cappella di Sant’Antonio (250mila), la cappella della confraternita di Santa Maria delle Grazie (80mila). Ad essi si aggiunge Palazzo Ducaleprotocollo terremoto alife-caiazzo.
Dopo l’impegno di spesa si procederà all’assegnazione degli incarichi e alla concreta distribuzione dei fondi previsti per i lavori. Un momento – quest’ultimo – che la popolazione matesina attende con trepidazione, essendo le chiese – come ha ricordato il presidente Caldoro nel suo intervento – un punto di riferimento storico, culturale e sociale per l’area comunità, per la quale si è mossa fin dalle prime settimane post sisma tutta l’attenzione della politica regionale.
Presenti alla cerimonia i sindaci e i rappresentanti politici dei 6 comuni colpiti dal sisma (Piedimonte Matese, Alife, San Potito Sannitico, Gioia Sannitica, Castello del Matese, San Gregorio Matese) oltre che un nutrito grippo di politici locali.

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