Home Chiesa e Diocesi Caiazzo. Guardare la vita di Santo Stefano, non solo i suoi miracoli

Caiazzo. Guardare la vita di Santo Stefano, non solo i suoi miracoli

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La festa in occasione  del Patrono diventa occasione per “andare oltre” il sentimento che lega gli uomini alle immagini sacre

La Redazione – “Crediamo di conoscere davvero la figura di un Santo quando la veneriamo e festeggiamo in suo onore?”. Così Mons. Di Cerbo inizia la sua omelia in occasione della festa di Santo Stefano Menecillo, patrono di Caiazzo e compatrono diocesano. Parole che diventano forti e severe nel momento in cui più da vicino il Vescovo tocca direttamente la vita di Santo Stefano (ormai lontana nei secoli) e quella della città di Caiazzo in questo momento storico.
caiazzo santo stefano menecillo_clarus_alife-caiazzoÈ più forte la passione per i santini, che per i Santi, è più forte la passione per l’immagine che nel tempo l’uomo si costituisce di un santo, piuttosto che la verità portata dalla sua vita . Di Cerbo ha chiesto di indagare la vita di Santo Stefano per scorgere in essa il legame con la parola di Dio, ritrovata non solo nel miracolo, nel segno visibile e tangibile ma nell’atteggiamento della sua vita, continuamente proteso a difendere la chiesa di Caiazzo dal malcostume e dall’imbroglio. Così, citando la storia dell’antico Vescovo della città, ha ricordato l’episodio in cui Stefano riesce a difendere a testa alta le proprietà della chiesa caiatina contro la truffa di un potere meschino ed arrivista confrontandosi con nemici che tuttavia non temono di affrontarlo a viso scoperto, come lui non teme – confidando nel solo aiuto della parola di Dio – a contraddire un potere che nessuno avrebbe avuto il coraggio di affrontare.
Oggi come allora i beni di una chiesa non si identificano solo in una proprietà, nelle mura di una chiesa piuttosto che un’altra, ma nel cuore e nelle anime da curare, di cui avere rispetto. Mons. Di Cerbo ha citato gli impegni assunti per la comunità caiatina negli ultimi anni come la riorganizzazione della Fondazione Mormile che assegna ogni anno borse di studio a studenti del posto meritevoli, il recupero dell’archivio dell’ex Diocesi di Caiazzo rinvenuto in condizioni fatiscenti e di abbandono, il progetto di un nuovo oratorio in uno dei più giovani quartieri della città, oltre alla cura degli edifici che da secoli resistono al tempo e all’usura; a questo si aggiunge il recente arrivo di un giovane sacerdote inviato in sostituzione di un parroco rimasto in città a servire il popolo per ben 50 anni.
caiazzo santo stefano menecillo_clarus_alife-caiazzo2Progetti pastorali su cui si è accesa la polemica mediatica degli ultimi che Mons. Di Cerbo ha definito di “tagliagola anonimi, incappucciati” senza il coraggio di affrontare a testa alta e a viso aperto con il coraggio di chi davvero tiene alle proprie ragioni ed eventualmente si mette in cerca di un confronto sereno, senza temere di dire ciò che pensa.
“Educare le domande della gente e non accontentarle sempre”: il Vescovo chiama in causa il ruolo educativo di chi è a capo di una comunità – o anche di una famiglia – ed è tenuto non ad affermare la propria supremazia, ma a servire secondo logiche che guardano a Dio, ma soprattutto guardano lontano e non soddisfano l’immediato contentino di chi pretende un vantaggio per sè o per pochi.
“Caro Santo Stefano, soccorrici – così in ultimo Di Cerbo –  dacci il coraggio di spezzare le catene della paura e del ricatto che rischiano di rendere la nostra città arretrata impedendoci di non proiettarla nel futuro”.

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