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Ci lascia Don Pasquale Bisceglia. Domani in Cattedrale i funerali

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Don-Pasquale-Bisceglia_1Don Pasquale Bisceglia avrebbe celebrato i suoi 60 anni di sacerdozio la prossima estate, ma il Signore l’ha chiamato a sé per una festa più grande. Dopo alcuni giorni di sofferenza che quasi ci hanno colto di sorpresa – seppur l’età avanza del sacerdote e qualche rallentamento del passo impensierivano per lui – si è spento ieri sera.
Questo pomeriggio alle 18.00 la salma sarà portata in Cattedrale (Alife) dove verrà esposta per la preghiera personale e comunitaria; domani pomeriggio alle 15.00, Mons. Valentino Di Cerbo presiederà il rito delle esequie.

Grazie, don Pasquale!

Sto per finire la mia giornata quando mi raggiunge la notizia che don Pasquale Bisceglia, dopo un lungo combattimento tra la vita e la morte, ha raggiunto l’altra riva.
I pensieri sono tanti per chi come me ha vissuto con lui molti anni insieme, condividendo tanti discorsi sulle cose della terra ed anche su quelle del cielo.
Quanti progetti, quante fatiche pastorali, quante speranze: una lunga storia di paternità e di figliolanza che ci ha unito secondo alterne vicende sempre nel dialogo e nel rispetto reciproco, nella stima e nella comunione di intenti e di fede.
don-pasquale-bisceglia-3-webCi sono tante fasi nella sua vita che sarebbe il caso di ricordare: la sua formazione, la lunga esperienza di parroco a Valle Agricola, il suo ministero pastorale in Cattedrale, in cui tante volte l’ho visto chinarsi sugli ammalati per consolarli, con il sacramento della unzione e della comunione eucaristica; ma soprattutto la sua stagione ultima, la più bella, quella che lo ha visto prete sino alla fine, pronto ad esercitare il ministero della confessione senza mai stancarsi. In fondo aveva capito quello che Papa Francesco ci ripete continuamente, il prete è uomo della misericordia di Dio, sperimentata e donata.
Grazie per tutto, soprattutto di esserci stato sempre nei momenti più significativi della mia/nostra vita.
Grazie per quella spiritualità eucaristica sintetizzata nelle parole di Gesù da voi predilette: “Io sono la vite e voi i tralci. Chi rimane in me ed io in lui porta molto frutto…” (Gv 15,5), entrate nel nostro cuore.
Grazie di essere stato prete-prete, uomo della convivialità e del dialogo.
Grazie per i tanti incoraggiamenti, anche nei momenti più duri e difficili.
Grazie perché non vi è mai mancata la voglia di pregare anche nel letto di dolore, mentre vi affidavamo alla Vergine assunta in cielo, che tanto amavate.
A Lei ancora oggi ci rivolgiamo, certi di quella meta felice che si contempla sullo sfondo della nostra Cattedrale.
Grazie ed arrivederci!
Vostro, Emilio S.

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