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Dragoni. Sull’arrivo dei migranti è polemica in paese. Ma è proprio legittima tutta questa paura?

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È accaduto anche ad Alife nel gennaio 2015, poi le cose sono cambiate

La Redazione – Nessun impedimento all’arrivo dei migranti in paese: “…È legge dello Stato! Se qualche cittadino ha dato la disponibilità della propria struttura ricettiva nessuno può impedirlo, né un Sindaco, né un Presidente di Provincia, né di Regione, né un Ministro! Il Sindaco può accertarsi del possesso della struttura di tutte le autorizzazioni e documentazioni necessarie (così come ho fatto), ed al loro eventuale arrivo deve assicurare, in accordo con le forze dell’ordine, la pubblica  sicurezza oltre la sussistenza delle condizioni igieniche sanitarie”.
La polemica si è accesa quando è giunta notizia che l’ex albergo Villa De Pertis aveva dato disponibilità alla Prefettura di Caserta ad accogliere un gruppo chiedenti asilo, affidando la gestione del caso – come vuole la Legge – ad una cooperativa sociale (in questo caso si tratta della Cooperativa Lavoro per la Salute).
Silvio-Lavornia_Sindaco-di-DragoniSilvio Lavornia – intervenuto da subito sul caso, per quel che riguarda le sue funzioni di sindaco – ha emanato un’Ordinanza sindacale (n.15 del 14/10/15), per lo “SGOMBERO DEL FABBRICATO VILLA DE PERTIS” in quanto l’Ufficio tecnico comunale, pur avendo fatto richiesta alla Cooperativa dei documenti di Verifica Sismica dell’Edificio e dell’Agibilità, non ne è mai venuto in possesso. Un passaggio fondamentale affinché sia tutelata la salute di chi andrebbe a risiedere nello stabile e dei residenti in abitazioni limitrofe.
Lavornia, in un comunicato diffuso da qualche ora fa sapere di essere vicino alla popolazione dragonese, che esprime timore per l’arrivo di questo di stranieri, ma rassicura attraverso le parole: “Anche nel nostro Comune la preoccupazione è questa e la paura della gente, alla luce delle tragiche notizie riportate sui giornali e per televisione, è legittima. Però bisogna anche riconoscere che la percentuale dei migranti che delinquono ed offendono è minoritaria: così come ci sono Italiani onesti e per bene, ci sono migranti altrettanto onesti e per bene…”.
Un caso, quello di Dragoni, che ricorda la polemica sorta ad Alife lo scorso gennaio prima dell’arrivo di un primo gruppo di migranti: giovani “per bene”, sereni perchè voluti bene da pochi (e poi dai molti) che non hanno avuto paura di tendere una mano. La loro integrazione con la cittadinanza, seppur limitata ad episodi occasionali (i corsi di lingua italiana, la partecipazione al progetto della Fondazione Migrantes diocesana, la visita dell’Azione Cattolica parrocchiale, l’attenzione del Movimento per la Pace, le visite di cittadini che spontaneamente si sono recati in casa loro per portare un dono, la sosta in un bar), si è rivelata fondamentale per stabilire un civile punto di contatto.

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