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Via il Parco del Matese. Pascarella scrive al presidente della Regione De Luca “manteniamo la sede a San Potito”

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Dopo la decisione di accorpare il Parco del Matese a quello di Roccamonfina, la proposta dell’esponente del Pd di tenere in vita la sede di San Potito a costo zero per la Regione Campania

gianluca pascarella_pdLa Redazione – Alcuni giorni fa la notizia che la Regione Campania, nell’ottica del taglio ai costi ha assunto la decisione di accorpare il i 9 parchi regionali e farne solo 3.
Quel del Matese, per ovvi motivi geografici si unirebbe al Parco di Roccamonfina-Foce del Garigliano.
Seppur il Commissario del Parco del Matese Umberto De Nicola abbia dichiarato di voler attendere i chiarimenti in merito a tale decisione, si è detto positivo rispetto ad un cambiamento, “ormai necessario” essendo impossibile procedere secondo gli standard di adesso.
Chiara la poca partecipazione di molti Comuni alle spese “da condividere”; la fatica di procedere secondo ottime comuni date le urgenze degli enti municipali di far fronte a bisogni strettamente locali piuttosto che a quelli di una famiglia più grande. Se il Parco Regionale del Matese nasceva soprattutto da un’ottica di condivisione, con il passare del tempo le emergenze dei comuni, quelle economiche, hanno lasciato che del Parco rimanesse solo il concetto, seppur in tempi migliori, grazie ai vantaggi di essere in un parco gli stessi comuni hanno beneficiato di fondi e servizi.
Ora a difendere l’ente sovracomunale interviene l’esponente del Pd Gianluca Pascarella (nella foto), proponendo alla Regione (si tratta di un appello al Presidente De Luca) di tenere in vita quale sede del nuovo parco, quella di San Potito Sannito (che fino ad ora ha ospitato il Parco del Matese), prima di tutto perchè messa a disposizione gratuitamente dal comune di San Potito, e poi  perchè “quella di San Potito è  una posizione strategica in provincia di Caserta, anche considerando la vicinanza ai Comuni limitrofi di tutto il Sannio – Beneventano e di quelli a confine con il Molise.
Abbiamo sempre inteso il Parco come una «garanzia» tale da confortare la decisione di chi intende intraprendere iniziative di ogni genere in quest’area; non come un vincolo che non ci permette di fare. Con la nuova riorganizzazione, rispetto a quello è stato negativamente per il passato, lo stesso dovrà essere inteso come un valore aggiunto che ha un effetto moltiplicatore sulla redditività delle attività economiche della zona con la promozione di attività imprenditoriali, culturali, turistiche e artistiche creando l’occasione per il visitatore di una vacanza prolungata.
Sono certo che il Presidente De Luca insieme alla nostra concittadina Palmeri sapranno valutare con la decisione e la lungimiranza che li contraddistinguono, la nostra indicazione”.

Foto di anteprima, Fernando Occhibove

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