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Quaresima. “Come una secchiata d’acqua fredda”. Mons. Valentino Di Cerbo in Cattedrale

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Numerosi i fedeli della parrocchia di Santa Maria Assunta che hanno partecipato al rito delle Ceneri con il vescovo Valentino

La Redazione – “Comevescovo valentino di cerbo ceneri quaresima una secchiata d’acqua fredda”. Un inizio di Quaresima così definito da Mons. Valentino Di Cerbo in occasione della celebrazione delle Ceneri in Cattedrale ad Alife.
Uno scossone forte “per ridestare l’uomo che rischia di intorpidirsi, appiattirsi, nascondersi alle responsabilità”. Il cammino di Quaresima che si è aperto ieri, attraverso la ritualità e la parola di Dio non fa sconti a nessuno.
L’imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli, accompagnata dalle formule “Polvere eri e polvere ritornerai” e da quella più forte ancora “Convertiti e credi al Vangelo” mentre ricorda la fragilità dell’uomo e la sua pochezza, lo invita a cambiare, ad abbandonare la tentazione di essere Dio, la convinzione di vivere senza peccato e quindi lo scrollano da una falso stato di verità autoprodotta.
Sono state le parole dell’evangelista Matteo ad indicare “come fare”, come cambiare davvero: avere cura dell’altro, avere cura di Dio attraverso la preghiera, digiunare per sperimentare la precarietà. “Ma attenti allo stile: Matteo ci invita ad essere attenti e non esibizionisti di buone maniere” ha precisato il Vescovo Valentino.
“Il tempo della conversione che si vive nella quotidianità – ha spiegato – non è un esercizio al di fuori dell’esperienza concreta di ciascuno: essere cristiani significa essere persone serie, cioè che prendono sul serio il Vangelo, che credono il Vangelo che non si sporcano le mani di corruzione e lavoro nero, ma amano e vivono nell’onestà e nella carità ai poveri”.
“La Quaresima – ha proseguito Di Cerbo – ci chiede di tornare a guardare Dio negli occhi e chiedergli di insegnarci l’amore misericordioso, chiedergli di donarci il coraggio che ci fa essere diversi da ieri e più rispettosi dei fratelli”.
Un percorso difficile quello in preparazione alla Pasqua: continui scossoni, “secchiate d’acqua fredda che non ci aspettiamo ma ci ridonano il vigore di cui abbiamo bisogno”; è il tempo di aprire la porta a quanti bussano alla porta  del nostro cuore, senza rimandare, senza delegare gli altri.
“Basterà percorrerlo questo cammino ponendo i nostri passi sulle orme di Gesù”: una rassicurazione da parte del Vescovo Valentino e poi una carezza che incita alla speranza “la notte di Pasqua, se è vera, sarà la notte della nostra Resurrezione”.  

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