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Mons. Valentino Di Cerbo: “Mi siete simpatici e sto bene con voi”. Poi cita gli Stadio, vincitori di Sanremo

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Piangendo tu / Mi stringerai: nell’omelia del vescovo Di Cerbo il rapporto tra genitori e figli fatto di fatica ma anche amore che vince ogni dolore o tentazione

VESCOVO-valentino-di-cerbo_alifeLa Redazione – “Mi siete simpatici e sto bene con voi”. Così il vescovo Valentino Di Cerbo ha salutato i fedeli raccolti in Cattedrale per la I domenica di Quaresima spiegando la visita in parrocchia non programmata.
Ha scelto di celebrare questo significativo momento dell’anno liturgico con la “sua” parrocchia Mons. Di Cerbo, “perchè è qui in Cattedrale che un Vescovo ha la sua sede”, un legame ancor più sentito se è con questa comunità che ha deciso di celebrare e pregare in occasione della sua festa onomastica.
E la comunità ha risposto con gli auguri, prima del parroco don Cesare Tescione, e al termine della messa, da parte di Aldo Amodeo a nome del Consiglio Pastorale parrocchiale.
Dando continuità alla riflessione avviata nel giorno delle Ceneri, il Vescovo ha mostrato ai fedeli la serietà di un brano evangelico, che nell’uso comune suscita più una fantasia di immagini (quella di Satana che mostra a Gesù un modo potente e alternativo di essere figlio), che una riflessione pacata e fondamentale nel cammino verso la Pasqua.
“Gesù, che è stato appena battezzato, vive un momento di forte legame con il Padre che lo ha indicato come il Figlio prediletto e amato. È questo amore a spingerlo nel deserto quale luogo dell’intimità, della preghiera, dell’essenziale, dell’incontro più forte e sentito. Qui – ha proseguito Di Cerbo – sperimenta la fatica di essere figlio ma impara ad esserlo in maniera assoluta: nella tentazione sceglie ancora una volta la parola di Dio, la parola del Padre”. Non c’è nulla, non c’è proposta che può lacerare o corrompere il rapporto Lui e il Padre. In pieno clima sanremese, oltre che quaresimale, il vescovo Valentino ha citato proprio la canzone degli Stadio, vincitrice del Festival di Sanremo, Un giorno mi dirai: “Dove il rapporto tra il padre e una figlia, fatto di fatiche e sudore, di rinunce e sacrifici, non si rompe di fronte alla tentazione né per mezzo di scelte apparentemente contrastanti, ma si celebra tutto in un abbraccio finale Piangendo tu / Mi stringerai“.
La Chiesa chiede questo e indica Gesù quale modello di figlio fedele per il tempo di Quaresima: “Siamo invitati ad andare nel deserto e cercare, in quel luogo isolato, il dialogo e l’intimità con Dio che ci parla e ci chiede solidarietà per i poveri, rinuncia ai sogni di potere; ci chiede di sudare e faticare con lui per dare concretezza al progetto di bene che egli ha sull’umanità, che non si realizza seguendo le strade facili del compromesso”.
Un percorso fatto di arsura, perché tale è la logica del deserto, che tuttavia riserva vie d’uscita come la Pasqua dove si giunge “nuovi” e forti, ma soprattutto “rinnovati dall’esercizio della preghiera e della carità con cui avremo arricchito la vita dei fratelli”.

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