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Alife. Da tutta la Campania con il vescovo Valentino Di Cerbo per pregare intorno a Fra Umile Fidanza

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Cresce sempre di più il numero dei fedeli devoti a Fra’ Umile, originario di Calvisi (Gioia Sannitica). Oggi, come accade ormai da anni, Mons. Valentino Di Cerbo ha celebrato una messa con circa 1000 fedeli

La Redazione | Sono giunti da numerosi comuni della Campania per pregare in suffragio di Fra’ Umile Fidanza, il frate della bontà e carità. Centinaia (ben 20 i pullman giunti) hanno bussato alle porte di Alife già alle prime luci dell’alba in attesa della messa celebrata da Valentino Di Cerbo, vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo. 
Il 3 marzo ricorre infatti la data della morte del francescano nato a Calvisi (frazione di Gioia Sannitica, nella diocesi di Alife-Caiazzo) nel 1910, oggi figura di riferimento per molti che chiedono grazie e guarigioni, essendo stato il fraticello un uomo di preghiera per la guarigione del corpo e dello spirito.

 

Pur avendo vestito il saio presso il convento francescano di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte Matese, Giuseppe Fidanza, poi Fra’ Umile, ha trascorso ben 50 anni nel convento di S. Pietro d’Alcantara a Portici (NA): pru senza alcuna istruzione, senza aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale la sua presenza spirituale, la sua saggezza, la sua umiltà hanno inciso fortemente sulla vita di intere generazioni vicine alla famiglia francescana di Portici e dei paesi limitrofi.
“Pur venendo da lontano, pur appartenendo a comunità diverse, sperimentiamo di appartenere ad un’unica famiglia cristiana riunita in preghiera ricordando Fra Umile”, così Mons. Valentino Di Cerbo ha salutato i fedeli riuniti in Cattedrale provenienti da Caivano (NA), Bacoli (NA), Casolla (CE), Casoria (NA), Caserta, Crispano (NA), Eboli (SA), Gioia Sannitica, Giugliano (NA), Grumo Nevano (NA), Ischia (NA), Pascarola (frazione di Caivano), Portici (NA) e dalla stessa Alife, accompagnati da numerosi sacerdoti.
Il nome di Fra’ Umile cresce, e contemporaneamente aumenta il numero delle persone che chiede al frate, morto nel 1990, intercessioni e guarigioni: prima della messa infatti, diverse persone hanno portato la loro testimonianza di incontro con il frate attraverso l’ottenimento di guarigioni da malattie, segno di un carisma vivo e presente tra la gente comune. Proprio attraverso questi segni, il Consiglio direttivo dei gruppi di preghiera Fra Umile Fidanza sta raccogliendo materiale necessario alla causa di beatificazione che si intende portare avanti al fine di riconoscere la santità di un uomo, resosi strumento di Dio tra la gente.
“La vita terrena di Fra Umile è stata un costante invito ad ascoltare la parola di Dio, la sola che sa condurre l’uomo alla felicità; la sua quotidianità, fatta di ascolto e di umiltà, ci permette di comprendere che da questo stile possono nascere anche per noi prospettive future di vita piena, contagiata dalla gioia del Vangelo”.
Parola di Dio e testimonianza terrena di Fra Umile sono stati i riferimenti costanti di Mons. Di Cerbo durante l’omelia in una Cattedrale affollata e attenta.
“Se oggi siamo qui, vuol dire che le nostre vite sono state contagiate, toccate dalla presenza di Fra Umile che prima di noi ha seguito la via di Gesù, non solo a parole ma con i gesti di ogni giorno dispensando misericordia e carità, assumendosi il dolore degli altri, le sofferenze, gli sbagli – ha proseguito Valentino Di Cerbo – per recuperare agli uomini sofferenti dignità e serenità”.
Ha invitato ad essere come Fra Umile, il vescovo: “Non fermiamoci ad osservare la sua vita e a ricordarla, ma diventiamo anche noi testimoni di misericordia nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nei posti in cui viviamo: solo facendo questo daremo prova che la santità di Fra Umile è un dono per tutta la Chiesa”.
Oltre la devozione, oltre le ricorrenze. Mons. Di Cerbo ha chiesto di incarnare il Vangelo sull’esempio del fraticello, la cui persona contagia e interroga i credenti di oggi: “ma io, sono un dispensatore dellpamore di Dio?”.
Al termine della celebrazione eucaristica, i fedeli si sono recati presso il cimitero di Calvisi dove riposano le spoglie del frate.

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