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Il Matrimonio, di Gibran Kahlil

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sposi

IL MATRIMONIO

Voi siete sbocciati insieme
e insieme starete per sempre.
Insieme, quando le bianche ali della morte
disperderanno i vostri giorni.
Insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Vi sia spazio nella vostra unità
e tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l’un l’altra,
ma non fatene una prigione d’amore.
Riempitevi a vicenda le coppe
ma non bevete da una coppa sola.
Cantate e danzate insieme e siate gioiosi
ma ognuno di voi sia solo
come son sole le corde del liuto
sebbene vibrino di una musica uguale.
Datevi il cuore
ma l’uno non sia rifugio all’altra
perché soltanto la mano della Vita
può contenere i vostri cuori.
E state insieme, ma non troppo vicini
poiché le colonne del tempio
sono distanziate e la quercia
e il cipresso non crescono
l’una all’ombra dell’altro.

Sono insieme da sempre e lo saranno per sempre,
fino a quando la morte non arriverà a separarli;
in Dio risiede la loro unità.
Di amore reciproco si nutrono gli sposi,
a un solo calice bevano,
di una sola melodia godano.
Siano rifugio l’uno per l’altra, stiano insieme ma sempre nel rispetto
delle loro singole libertà

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