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“Solo una Chiesa che prega è pronta a cambiare”. Mons. Di Cerbo apre i lavori presinodali

Cattedrale di Alife gremita di fedeli per l'incontro con il Vescovo Valentino: la risposta alla Visita Pastorale è una partecipazione entusiasta e la volontà di cambiare il volto della chiesa di Alife-Caiazzo

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Sinodo in Cattedrale ad Alife

Dialogo e preghiera la strada che ha indicato Mons. Valentino Di Cerbo alla sua chiesa nella messa che aperto in Cattedrale ad Alife la fase preparatoria del Sinodo che si celebrerà la prossima primavera.
Dopo i due convegni del fine settimana che hanno visto la partecipazione di numerosi rappresentanti dalle parrocchie diocesane, i numeri sono cresciuti in occasione di una celebrazione che ha raccolto in sé significativi momenti: la chiusura della Visita pastorale, la fine del giubileo straordinario nel III centenario del rinvenimento del corpo di San Sisto e il rientro del busto del patrono dal pellegrinaggio per le Foranie, la chiusura della Porta della Misericordia, ma soprattutto l‘inizio del cammino verso il primo Sinodo diocesano con la consegna a tutti i fedeli del Documento preparatorio.
“Un momento quest’ultimo – come ha spiegato Mons. Valentino Di Cerbo – che coinvolgerà nei prossimi mesi l’intera Chiesa di Alife-Caiazzo per interrogarci sulla nostra identità; il momento in cui come singoli e come comunità ognuno cercherà di spiegare le ali e preparare il volto bello della Chiesa che accoglie, spalanca le sue braccia come madre che attende sempre i suoi figli, e quando si presentano non li rimprovera, piuttosto dice loro ti aspettavo da tempo“.

L’immagine di questa Chiesa disponibile e accogliente, nella domenica in cui il Vangelo ha narrato della preghiera insistente di una vedova nei confronti del giudice disonesto, è frutto di “dialogo e preghiera”, come l’esperienza dei “Discepoli di Emmaus che abbiamo scelto come icona biblica del nostro cammino sinodale,” ha spiegato Di Cerbo.
Ha chiesto trasformazioni concrete il Vescovo: una chiesa che chiede perdono al Signore per essere stata talvolta accomodante e poco profetica, che ha persino spento il grido degli umili e dei poveri.
Come di fronte ad uno specchio: le parole del Pastore sono tornate ad interrogare con forza concludendo la riflessione aperta nei giorni precedenti dai relatori intervenuti, sulla vera identità di questi credenti – fedeli e presbiteri – mostrando con premura e certezza la strada da percorrere: “sul modello dei due discepoli di Emmaus in cammino, delusi e amareggiati l’evangelista Luca ci rivela due azioni fondamentali e preziose anche al nostro cammino: condizione iniziale per cambiare le persone, la chiesa, le storie, per passare dalla disperazione alla speranza, dalla sfiducia alla gioia è il dialogo” che orienta il cammino nella direzione giusta, verso una Gerusalmme che rappresenta non più un luogo ma uno stile, la condizione di chi, ha incontrato il Signore e con libertà estrema fa la sua professione di fede, realizza la sua testimonianza.
La svolta, quella che illumina gli occhi di gioia, che ci presenta personaggi trasformati, ed indica il secondo aspetto sottoloneato dal Vescovo, è nell’invocazione, nella preghiera, di chi nel cuore si sente toccato e invitato a cambiare (‘resta con noi Signore perchè si fa sera’).
Seguire, ascoltare, invocare: i verbi che segnano la strada verso il Sinodo: “come Maria – ha ricordato il Vescovo – colei che ci precedere nel cammino della fede, mette insieme la parola e la storia, le apparenze e la grazia che racchiudono gli eventi. Come Maria che ha saputo cogliere nella storia la trama tessuta da Dio aldilà delle apparenze”.
Una mandato forte, che ancora una volta esclude mezze misure e passi lenti e appiattimenti di stile cristiano ma chiede l’esercizio del discepolo che si fida e nel cammino si lascia accompagnare dalla Parola, non dalla delusione.

“Il sinodo deve essere questo – ha concluso Di Cerbo: un momento di sintesi alta, un momento di lettura sapienziale della storia della nostra Diocesi, cantando come Maria il nostro magnificat a Dio, per le meraviglie che ogni giorno compie nella storia di ciascuno, nella storia di questa terra. Chiediamo a lei di accompagnarci in questo percorso da discepoli: come nel cenacolo, lo Spirito Santo scenderà e ci rinnoverà trasformando la nostra Chiesa secondo il progetto di amore di Gesù Cristo”.
Dopo l’omelia il Vescovo ha consegnato personalmente a tutti sacerdoti il Documento preparatorio del Sinodo, conferendo idealmente il mandato di questo cammino di trasformazione a tutti i fedeli di Alife-Caiazzo.
Al termine della messa invece, la chiusura della porta del Giubileo e la consegna dello stesso Documento preparatorio a tutti i presenti.
La prossima fase in preparazione al Sinodo vedrà le 5 Commissioni al lavoro per la raccolta e lo studio dei primi documenti relativi a ciascun ambito. Dopo Natale seguiranno le assemblee di Forania e i momenti biblici diocesani fino agli ultimi lavori di Commissioni e Assemblea sinodale previsti fino a giugno.

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