Home Chiesa e Diocesi “Medioevo Monastico Molisano”, viaggio attraverso 80 insediamenti benedettini

“Medioevo Monastico Molisano”, viaggio attraverso 80 insediamenti benedettini

Relatori del dibattito gli autori, Federico Marazzi, Daniele Ferraiuolo e Alessia Frisetti, l'Archivista dell'Abbazia di Montecassino, don Mariano Dell'Omo

1432
0

Lo scorso 23 giugno, presso la Biblioteca diocesana “San Tommaso d’Aquino”, è stato presentato Medioevo Monastico Molisano. Atlante degli insediamenti benedettini (VIII-XII sec.). Introdotti da Gino Arrigo, direttore della Biblioteca, e il prof. Pasquale Simonelli, Presidente dell’Associazione Storica del Medio Volturno, gli autori, il prof. Federico Marazzi, il dott. Daniele Ferraiuolo e la dott.ssa Alessia Frisetti, hanno illustrato il lavoro a monte della stesura del libro.
“Il volume è nato da una ricerca di base”, come la definisce il prof. Marazzi, che, partendo dallo studio della presenza monastica del Molise, arriva a comprendere il territorio altocasertano e dell’intera Campania. I siti rinvenuti e studiati sono visitabili attraverso la piattaforma denominata Corpus dell’Architettura Religiosa Europea (CARE). Dalle indagini è emersa una grande densità di edifici monastici che sono spia di insediamenti benedettini. Come si può immaginare, le chiese avevano una funzione di “attrazione” o “generazione” di insediamenti rurali.
Tra le fondazioni monastiche analizzate uno sguardo particolare viene concesso all’Abbazia di San Vincenzo al Volturno e quella di Montecassino. “Cantieri sempre aperti”, dove si lavorava con assiduità; “luoghi in cui c’è sempre qualcosa da scoprire”, così la dott.ssa Frisetti, il quale, ripercorrendo i contenuti del libro, anche attraverso le immagini di cui esso si correda, pone in risalto la diversità architettonica che rappresenta il fascino delle strutture esaminate.
La realtà monastica per un certo periodo si è affiancata a quella presbiterale, come dimostrano resti del synthronon, una struttura specificamente riservata ai vescovi. Di questo e di altri dettagli, come il rinvenimento di una “fossa comune”, nel monastero di San Benedetto, ubicato nel comune di Civitanova del Sannio, illustrato dal dott. Ferraiuolo.
Il dibattito è poi proseguito con l’interessante testimonianza storica di don Mariano Dell’Omo, Archivista dell’Abbazia di Montecassino, il quale si è soffermato su alcune “dipendenze monastiche” di Montecassino. Tra esse, il Monastero femminile di Santa Maria in Cingla ad Ailano (Diocesi di Alife-Caiazzo) e l’Abbazia di San Salvatore Telesino (Diocesi di Cerreto Sannita). È questa la prova insindacabile di quanto sia diramata la presenza cassinese in epoca altomedievale, che va infittendosi sempre più, soprattutto nel XII secolo. Una spiccata “autonomia” ha contraddistinto, inoltre, la vita dei monaci di Montecassino, in particolare di ritorno dall’esilio determinato dall’attacco saraceno. A ciò si aggiunge la crescita dal punto di vista edilizio e culturale: basti pensare al fondamentale contributo che Montecassino dà alla Riforma Gregoriana. Una superiorità, dunque, rispetto a San Vincenzo al Volturno, come dimostra il fatto che quest’ultimo, nel 1699/70, passa sotto la giurisdizione di Montecassino e vi rimane fino al 1976/77.

Video Fernando Occhibove

IL VIDEO CON GLI INTERVENTI DEI RELATORI

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here