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Salvatore Signore e Roberto Fratta. Il primo, 38 anni di Caiazzo, laureato in Giurisprudenza e socio una societò di servizi; il secondo, 31 anni di Gioia Sannitica, operaio.
La montagna è una passione comune: hanno scelto di “affrontarla” insieme e, da oggi, di condividere l’incanto dei monti matesini con i lettori di Clarus attraverso la rubrica Matese d’acqua dolce
Il loro primo incontro avviene il 25 luglio 2015 in occasione di una notturna a Monte Miletto con un gruppo di escursionisti; poi un’altra occasione ancora, e poi la messa a punto di una lunga serie di camminate sulla dorsale appenninica che unisce Campania e Molise, ogni volta alla scoperta di un nuovo scorcio.
La risposta al silenzio delle camminate in quota, da questo momento, diventa racconto dedicato a chi il Matese lo conosce solo in parte o non lo conosce affatto: ci accompagneranno alla scoperta dei numerosi abbeveratoi presenti in montagna (al momento il censimento “ideato” da Roberto – una semplice “conta” –  ne individua 45, ma altri sono in attesa di essere visionati), dal più basso presente a Valle Orsara  nel territorio di Castello del Matese, al più alto, tra i 1400 e i 1500 metri di Campitello Matese.
Un racconto che a partire dall’acqua, dai fontanili costruiti dai pastori negli anni, si apre ad una visione d’insieme del paesaggio e diventa anche provocazione, approntata con gli occhi di due semplici appassionati, a vivere la montagna, ad amarla, a guardarla secondo la logica di chi è ospite sui sacri sentieri del Matese. Con loro, in sosta presso le limpide fonti d’acqua lo sguardo si poserà sulle spianate, le cime, le aquile alte, i fiori, le greggi e i loro pastori (Grazia Biasi).

 

  1. Fonte Nevera

di Salvatore Signore

Cosa cercano gli escursionisti, i camminatori, gli appassionati della montagna? Nuove strade, nuovi punti di vista, ristoro spirituale, silenzio, panorami, solitudine e convivialità allo stesso tempo, e si potrebbe ancora continuare… Individuare la meta, indossare scarpe adatte, acqua nello zaino, pronti… via!

Proprio l’acqua sarà l’anello di congiunzione caratterizzante di questa rubrica che ha come unico scopo quello di raccontare le bellezze, anche un po’ nascoste, del nostro Matese; il privilegio di poter ammirare una sorgente o una cascata appartiene a pochi appassionati, e raggiungerne una può significare dover camminare per ore, superare boschi, pendenze che spezzano fiato e gambe, rocce e repentine mutazioni metereologiche, ma a traguardo raggiunto la ricompensa sarà impagabile.

L’abbeveratoio raffigurato in foto, Fonte “Nevera” (nella foto in alto), sorge a 1106 mt slm e lo si potrà ammirare incamminandosi attraverso l’antica mulattiera che parte dalla Località S. Croce 870 mt slm in S. Gregorio Matese, e dopo un brevissimo tratto di circa 1.4 km si raggiungerà la prossimità del Monte Raspato, anticamera del Miletto con affaccio su Miralago. Un sentiero facile, come si diceva, ampio e sempre piuttosto agevole da precorrere con le tipiche sonorità della quiete montana, i profumi inconfondibili della flora tipica di queste altitudini.

Il mio ricordo più suggestivo di questo abbeveratoio è incastonato nella cornice invernale più pittoresca: paesaggio innevato e giornata limpida di sole, rivolo d’acqua che incessante scorre protetto dal candore circostante pronto ad offrire ristoro a chiunque ne avesse bisogno.
Buon sentiero.

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