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Dragoni. La fiaccolata per Maria Tino, contro ogni violenza verso le donne

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fiaccolata maria tino dragoniTanti palloncini rossi per le strade di Dragoni; tanti volti raccolti attorno al ricordo di Maria Tino, uccisa due settimane fa a colpi d’arma da fuoco dal suo compagno. Un episodio che ha segnato non solo la cronaca locale e nazionale, andando ad aggiungersi ai sempre più numerosi casi di femminicidio nel nostro Paese, ma soprattutto l’intera comunità dragonese (assieme a quelle circostanti), che ha voluto allora dedicare a Maria una fiaccolata per non far calare l’attenzione sulla questione della violenza sulle donne che spesso termina in omicidi e violenze fatali.

Con la collaborazione dell’Ambito C4 e delle associazioni impegnate nella lotta alla violenza di genere, l’Amministrazione comunale ha organizzato ieri questa iniziativa rivolta alla memoria di Maria, che fosse però anche un’occasione di riflessione sul tema e su quanto ancora vi sia da fare per scongiurare simili episodi.

Guidato da numerosi sindaci locali e dal parroco don Davide Ortega, il corteo ha sfilato per le strade raccogliendosi in piazza Municipio, dove una panchina era stata adornata di rosso e circondata da tante scarpe dello stesso colore, simbolo della lotta alla violenza contro le donne. Assieme ai familiari, amici di Maria e amministratori locali, ha fatto sentire la sua presenza anche la Regione Campania, con la presenza dell’assessore alle Pari Opportunità Chiara Marciani.
Dragoni ha detto così addio alla sua cittadina con quella commozione che porta con sé anche la rabbia di una tragedia insensata, che ha visto Maria essere vittima per il solo motivo “di essere donna”. All’invito a non dimenticare si è aggiunto allora anche l’urgenza di mettere in atto un lavoro di sensibilizzazione tra i più giovani, e di un maggiore aiuto a quelle donne che non riescono ancora oggi a venire fuori dalle situazioni difficili per via dell’assenza di strutture idonee che garantiscano percorsi sicuri di allontanamento dai rischi di violenze.

(la foto in alto è del Collettivo Primo Maggio 1934)

 

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