Home Chiesa e Diocesi Ad Alife la guarigione miracolosa di Maria Grazia Veltraino

Ad Alife la guarigione miracolosa di Maria Grazia Veltraino

Un'infanzia di solitudine e dolore, una difficile gioventù, poi l'infermità fisica e 15 anni su una sedia a rotelle. Nel 2008 la guarigione attribuita al Beato Padre Luigi Gaburlotto

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Sarà presentato sabato 4 novembre alle 19.30 presso il salone parrocchiale Don A. Leggio il libro Guarita dall’Amore, la storia di dolore e riscatto di una donna, modello di tenacia, fede, di resurrezione.

La lunga vita di Maria Grazia Veltraino, affidata alla penna di Carlo Ambrosio Setti, prete e medico e di Rosario Faggiano, giornalista, è la risposta ad una delle domande che risuona da sempre nella Storia del mondo: di fronte al dolore, all’abbandono, alla solitudine, Dio dov’è?
La risposta, e tante altre domande come questa, si concentrano nel libro edito dalla Libreria Editrice Vaticana nel 2016 che la Parrocchia della Cattedrale presenterà tra qualche giorno. Saranno presenti all’incontro la stessa Maria Grazia Veltraino, don Setti (coautore) e don Giuseppe Merola della Libreria Editrice Vaticana.

Alla storia d’infanzia della protagonista, contrassegnata dall’abbandono e dall’assenza dei più cari affetti familiari si aggiunge quella adulta costellata di umiliazioni e poi ancora frenata dalla malattia.
Paralizzata totalmente e costretta a letto, una notte Maria Grazia sogna padre Luigi Gaburlotto – un parroco veneziano proclamato Beato il 16 maggio 2015 dal Patriarca di Venezia – mentre questi le questi le diceva di “alzarmi e camminare”. Maria Grazia Veltraino, oggi 86enne, dopo quindici anni di infermità fisica assiste così al suo miracolo e la sua guarigione diventa uno dei casi per accertare la santità di Gaburlotto.

Dio c’era e c’è, come spiega nella prefazione al libro il professore Giuseppe Falanga della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Dio c’era e c’è in tutte le impossibili situazioni di vita, nell’intricato ingorgo di vicende che annebbiano i sogni dell’umanità. Si presenta a rischiarare e dissipare il buio guarendo le ferite – del corpo e dell’anima – come avviene per la protagonista di questa storia.

Storia intrisa di santità non una, ma due volte: nella vicenda di una donna tenace e perseverante nella fede e in quella di un intercessore presso Dio quale il beato Luigi Gaburlotto, espressioni – terrena e celeste – di una Resurrezione possibile e vera.

La parrocchia-cattedrale di Alife, all’indomani della festa dei Santi, e nel mese dedicato ai defunti vuole offrire questo momento come possibilità di incontro concreto con la santità, che non è vicenda ultraterrena ma scambio amorevole quotidiano tra Dio e l’uomo.

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