Innovazione nella fruizione: le nuove frontiere della digitalizzazione, questo il titolo dell’incontro, ha lo scopo di ipotizzare anche nuovi orientamenti nella collaborazione e progettazione nel settore dei beni culturali.
La Biblioteca “Fra’ Landolfo Caracciolo”, nel Complesso monumentale San Lorenzo Maggiore di Napoli, è sede dell’Associazione Bonaventura e suo quartier generale, perché è qui che le idee vengono messe in circolo, pensando a progetti e iniziative culturali da realizzare e ai contesti socio-culturali della Campania in cui le idee diventano realtà.I membri dell’Associazione San Bonaventura possono contare su una vasta gamma di “figure professionali che hanno messo a disposizione della mission dell’Associazione il proprio contributo in maniera versatile e fantasiosa, soprattutto con il lavoro nel campo dell’innovazione tecnologica e della sperimentazione di installazioni multimediali e applicazioni informatiche”. Sul processo di digitalizzazione che ha interessato anche il mondo delle bilbioteche si focalizza l’impegno dell’Associazione, che si sostanzia in incontri e seminari e conferenze, quali ad esempio il “Processo al digitale” o il ciclo di conferenze dal titolo “Risorse e strategie per eccellenze in biblioteche, archivi e musei”, ma soprattutto sperimentando un vero e proprio protocollo di lavoro per la rinascita delle biblioteca, che diversi altri soggetti stanno già emulando, si propone come laboratorio aperto”.
La tappa caiatina rappresenta un’ulteriore opportunità per chi fruisce dei beni culturali, ma anche per chi lavora con esso, per porsi delle domande, per certi aspetti anche provocatorie:Questi istituti di conservazione meritano l’impiego di investimenti privati e pubblici affinché raggiungano quell’eccellenza di servizio al pubblico che dia una risposta pienamente soddisfacente a chi lo fruisce?
Quali sono le vie da percorrere per raggiungere l’eccellenza? Quali le risposte che si devono dare? In che ambito gli addetti ai lavori si devono impegnare?
