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Alife. Campagna elettorale con i piedi per terra

No alle false promesse. C'è da pagare una rata annuale di 500mila euro per i prossimi 30 anni. Programmate nuove assunzioni

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comune-di-alife-300x223Una politica con i piedi per terra. Di questo ha bisogno Alife alla vigilia di una campagna elettorale ancora tutta da dire, da scrivere, da pensare, dove è ancora presto per accordi silenti mentre conta avere contezza e  peso della realtà.

Con i piedi per terra, perché dal palco della competizione politica bisognerà pur trovare il coraggio di dire che molto non si può fare, che quasi nulla si potrà programmare se non il buon costume e il buon senso: Alife non dispone di risorse finanziare se non quelle potenziali che verrebbero dalla lenta ma necessaria riscossione dei tributi comunali fino ad ora versati da pochi e non da tutti, e dagli introiti di nuove entrate generate dagli aumenti tributari e con molta probabilità da nuovi debiti da contrarre per pagare le faglie che stanno emergendo dal dissesto.
Poi ben venga la disponibilità, il tempo (nel senso di vere e proprie ore) da dedicare ai programmi, alle relazioni umane, al dialogo, ad essere sul campo, per strada, tra la gente, tanto per ascoltare quanto per fare, controllare, e molto spesso rimboccarsi le maniche per primi…

Foto Gianni Parisi

Premessa d’obbligo di fronte ai recenti fatti di cronaca che vedono ancora una volta protagonista l’Ente civico nel confronto con la Corte dei Conti che all’indomani della dichiarazione di dissesto finanziario (aprile 2016) ha “preso in carico” la situazione alifana.

7 milioni di euro, fondi del Dl 35, ossia anticipazioni di cassa per sostenere spese, di cui 2milioni ancora senza alcun documento che ne giustifichi la fuoriuscita: tanto è il debito da restituire che peserà sulle casse degli alifani e dei figli alifani che verranno, per molti anni ancora. L’anticipazione straordinaria di liquidità (simile ad uno scoperto di c\c bancario) andrà restituita in 30 anni a decorrere dal 2014 con una rata annuale che supera i 500.000 euro.

Qualche dettaglio
È del mese di dicembre l’ultima relazione della Corte dei Conti (delibera 267/2017) depositata dal magistrato Francesco Sucameli.

In premessa, gli accertamenti già effettuati confermano la drammatica situazione economica del comune di Alife:
A) “la sussistenza di una situazione contabile strutturalmente compromessa dal gravissimo disordine contabile-organizzativo tale da rendere il bilancio pubblico dell’ente inattendibile;
B) un grave e consolidato squilibrio della gestione di parte corrente, con scopertura pari ad almeno al 25% circa nel bilancio di previsione 2016-2018;
C) una generale inattendibilità storica degli accertamenti e del processo di rilevazione delle entrate;
D) una totale assenza di controllo sulle fasi di accertamento e riscossione, derivanti da una esternalizzazione inefficace e da uffici interni inadeguati che hanno pregiudicato la capacità dell’ente di rendicontare efficacemente le proprie entrate per cassa e per competenza;
E) una situazione di cassa gravemente compromessa dal difetto di ricognizione dei vincoli di cassa correlati alle entrate ex D.L. n. 35/2013.

Severa e sintetica la posizione della Corte dei Conti che nel verbale in questione affronta il rapporto tra l’Ente comunale e la ditta di riscossione tributi Pubblialifana sas acceso negli ultimi mesi da un botta e risposta non sempre esaustivo: da una lato, la richiesta del Comune di ottenere i data base digitali della situazione contabile degli alifani, di fare chiarezza sull’effettivo ruolo della Ditta nei confronti del Comune e dall’altro la risposta della seconda mediata da consegne di documentazione inadeguate e non rispondenti (così per mesi, fino allo scorso ottobre, quando sono stati finalmente consegnati alcuni file digitali che chiariscono le transazioni economiche a vantaggio del Comune).

Le novità
Intanto, grazie alle economie e al blocco della spesa decretato dall’ultima sentenza della Corte dei Conti, il 2017 si è chiuso con un fondo di cassa di oltre 1 milione e 200mila euro e con il rispetto del pareggio di bilancio 2017. Inoltre, Il bilancio, stabilmente riequilibrato, inviato a Roma al Ministero dell’Interno – Dipartimento Finanza Locale – è oggetto di istruttoria e di ulteriori richieste che andranno esitate entro la fine di febbraio.

Qualcosa si muove anche per il nuovo organico: i mesi di commissariamento hanno visto l’Ente alle prese con la programmazione per le assunzioni che dovrà essere autorizzata dalla Finanza Locale, essendo il Comune in dissesto (negli ultimi mesi 2 unità lavorative del Comune hanno terminato il loro impiego per raggiunti limiti di età; un’altra termina a settembre 2018).

Un’altra frattura – quella della carenza di personale – che destabilizza, e non di poco, l’andamento della macchina amministrativa. La presenza di tecnici qualificati, di dipendenti aggiornati e ben formati sulle novità amministrative, la stabilità dei ruoli, la continuità del lavoro, la lungimiranza dei progetti: tutto questo è compito di una politica saggia ed oculata che pensa al futuro della propria comunità e a fare di essa una famiglia con solide fondamenta. Così non è avvenuto, fino al punto che i compiti e doveri di un ufficio sono rimasti (e rimangono) disattesi perché troppi da smaltire.

Alife non rimarrà uguale a stessa: qualcuno ha lavorato rispondendo moralmente e professionalmente delle proprie responsabilità. I mesi di commissariamento hanno rastrellato il terreno e lo hanno preparato al nuovo che deve venire.
Che sia una semina buona, annaffiata di serietà non annacquata di false promesse.

 

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