Home Chiesa e Diocesi Diocesi. In quelle parrocchie qualcosa è cambiato. Vi spieghiamo perchè

Diocesi. In quelle parrocchie qualcosa è cambiato. Vi spieghiamo perchè

1080
0
Alife

Solo tre anni fa, la proposta (e la sfida) sembravano impossibili, o almeno troppo difficili da concretizzare; ora questi giovani che hanno appena fatto, o faranno la cresima nelle prossime settimane, non appaiono più “quei ragazzi difficili con cui entrare in dialogo”.
Sintesi, forse stringata, per dire il Catecumenato crismale nella Diocesi di Alife-Caiazzo.
Si dirà: “commento riduttivo”, perchè di fatto il percorso messo in piedi nelle parrocchie e la fatica di parroci e catechisti si misura con la maturazione delle coscienze di quei giovani, con la capacità personale degli adulti di ascoltarli, con l’intelligenza, l’originalità e la vivacità scanzonata di studenti presi sempre da mille e troppe cose da fare per dedicarsi anche alla parrocchia o al proprio cuore. Eppure sanno riuscirci.
Negli ultimi mesi sono state numerose le parrocchie in cui il Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo ha dato il sacramento della cresima ai ragazzi che lo hanno chiesto al termine dei due anni di Catecumenato: Santa Croce (Castello del Matese), San Nicola de’ Figulis (Caiazzo), San Giovanni evangelista (Ailano), San Nicola di Bari (Pratella), Ss. Marcello e Michele (Sepicciano) sono le parrocchie che da gennaio ad oggi hanno festeggiato i loro giovani cresimati; tra pochi giorni toccherà a quella della Cattedrale di Alife e nei prossimi mesi ai coetanei di Santa Maria Maggiore (Piedimonte Matese) e della Concattedrale (Caiazzo), quindi a auguri a loro! Il 2017 invece ha visto coinvolti i gruppi di Alvignano, San Potito Sannitico, Dragoni, Sant’Angelo, San Michele (Alife), Piana di Monte Verna e Pontelatone.

La lettura, semplice, ma non semplicistica, di chi li osserva dai banchi della domenica, è quella di una realtà “ritrovata” nelle parrocchie, di una vivacità necessaria: sì, perchè essa non corrisponde più ai gruppi di consolidata presenza nelle chiese, ma a nuovi ragazzi che si sono appassionati – talvolta a partire da zero – alla Parrocchia di origine e alla sua dimensione pastorale, caritativa o ricreativa, e con il cuore, un briciolo di incertezza e la voglia di dare una mano ci sono, restano, arricchiscono di sorprese e di iniziative l’andare talvolta stanco o lento delle nostre comunità.
Fa bene vederli. Dicono di una famiglia ricomposta, di una famiglia tornata ad essere.
E dopo? Che ne sarà di loro? Una cresima e via?
Il “forse” si insinua, ma la speranza resiste.
Dipenderà ancora una volta da chi nella nella famiglia parrocchiale saprà essere padre, madre, fratello a braccia spalancate, a mani tese o a gambe levate per cercarli in giro; ma soprattutto saprà essere educatore adulto, testimone di Vangelo, di cui questi ragazzi potranno dire “di lui io mi fido…”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here