59. Piana delle Secine
L’invito a un incedere tranquillo

di Salvatore Signore

Respirando l’aria della Rava del Matese ed attraversando pendenze lievissime si scoprono fascinose casette in pietra, alcune totalmente diroccate mentre altre, curate e vivibili, messe a riposo in vista del prossimo inverno. Prima di inerpicarsi lungo le spigolose e talvolta poco amichevoli pareti del Colle Tamburo, la Piana delle Secine invita ad un incedere tranquillo, l’altitudine si attesta a poco più che 1.080 mslm e qualche grosso cane pastore controlla fiero il territorio abbaiando da lontano verso chiunque osi sconfinare nel suo raggio di copertura.

Con l’asfalto poco distante è preferibile liberarsi presto della gabbia motorizzata e precipitarsi a raccogliere la luce del Matese, indossate le necessarie scarpe da montagna è naturale lanciare un’occhiata in alto, giusto per fissare nuovamente l’obiettivo e come ultimo accorgimento non resta che fare scorta d’acqua: bere è fondamentale e come provvidenziale dono appare un eccellente monumento all’acqua dal colore simile al grano maturo posto su un piano perfettamente livellato.

Vento sferzante, cavalli liberi, l’erba spettinata dalle raffiche, immensi alberi sibilanti, il volo apparentemente disordinato degli abitanti alati! Stanchi ma soddisfatti e con i momenti appena vissuti fissi in mente, rivolgiamo nuovamente lo sguardo alla vetta conquistata, sicuri che al prossimo ritorno apparirà innevata.

Buon sentiero

 

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