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Fiera di San Martino, presentate le novità per l’evento matesino

In conferenza stampa, il sindaco di Piedimonte Matese Luigi Di Lorenzo e gli altri promotori dell'evento annunciano il programma della Fiera

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Noemi Riccitelli – Era stata già annunciata, in nuce, una rivisitazione della Fiera di San Martino, ma ora il progetto ha preso forma e manca davvero poco a uno degli eventi che la città di Piedimonte Matese attende di più tutto l’anno.
Sabato 10 e domenica 11 novembre
, infatti, la città sarà in festa e i cittadini troveranno grandi novità.
Il sindaco, dottor Luigi Di Lorenzo, insieme al Consigliere Comunale con delega, tra le altre, a fiere ed eventi, Marcella Spinosa, hanno sottolineato la volontà, espressa fin dallo scorso anno, di dare un nuovo assetto alla fiera.
“Un ritorno alla radici”, il desiderio di riportare la bellezza di un tempo passato, la semplicità delle cose, la natura.
Infatti, un ruolo centrale nella nuova fiera sarà proprio quello dell’agricoltura, dell’allevamento, dei prodotti km 0, l’unicità delle ricchezze di cui il nostro territorio dispone.
In questo caso, fondamentale è stata la collaborazione con Coldiretti, nelle persone di Salvatore Loffreda, Direttore di Coldiretti Campania e Manuel Lombardi, Presidente di Coldiretti Caserta; l’ispirazione di questa nuova declinazione di fiera nasce proprio dall’esperienza proficua dei villaggi Coldiretti che mirano ad avvicinare la campagna, la genuinità, la terra alla vita di tutti.
Nel corso della Fiera di San Martino, a piazza Roma (non a caso un tempo piazza Mercato), dalle 9 alle 22 nei giorni di sabato e domenica, sarà allestito un vero e proprio “Coldiretti Farmers Village”, con il mercato “Campagna Amica” dove sarà possibile acquistare prodotti freschi, dal produttore al consumatore, e tutti potranno apprezzare e toccare con mano i frutti della terra e il lavoro dei contadini.
Il direttore regionale Loffreda, infatti, ha sottolineato la necessità di promuovere il settore agroalimentare, dal momento che il territorio dell’Alto Casertano offre prodotti di qualità di cui dobbiamo essere orgogliosi ma, soprattutto, di cui dobbiamo essere consapevoli.
La conoscenza e consapevolezza si acquisiscono sin da bambini, per questo, all’interno del “villaggio agricolo” di piazza Roma ci saranno spazi interamente dedicati ai più piccoli, i cosiddetti “agriasilo”, attraverso i quali, perché no, anche i grandi, potranno conoscere ed osservare la stagionalità dei prodotti, così come gli animali della fattoria.
Una didattica biologica a tutto tondo.
Il presidente di Coldiretti Caserta Lombardi, proseguendo su questa linea, ha affermato che la Campania è ancora una terra “felix”, portando l’attenzione su un prodotto locale particolare, la mela annurca, ancora troppo poco promossa e soprattutto non preferita nella nostra spesa, a favore di alternative sì economiche, ma non amiche del nostro territorio.
L’invito di Lombardi è quindi quello di essere orgogliosi di ciò che si possiede e di saper essere tutti i principali promotori dell’ambiente in cui viviamo, anche a partire dalla semplice spesa quotidiana, prediligendo prodotti locali.
Tuttavia, non mancherà anche l’aspetto più propriamente commerciale che la fiera di San Martino ha sempre avuto, sono infatti garantiti i “banchetti” di casalinghi, abbigliamento e altri prodotti da sempre presenti alla fiera. In più, il folklore piedimontese si esprimerà in tutta la sua vivacità attraverso musiche, balli, spettacoli di burattini, e, ovviamente, la gastronomia; per questo aspetto la collaborazione con l’Istituto Alberghiero e l’Istituto Agrario è un connubio ormai consolidato da tempo con la fiera.
Gli studenti saranno presenti proponendo i piatti e i prodotti dell’antica tradizione di San Martino, affiancando le pasticcerie della città che saranno invece pronte a sfornare la delizia per eccellenza del periodo, il torrone.
Alla gastronomia, del resto, si lega anche il lavoro della Pro Loco Vallata, associazione, tra le altre, coinvolta nell’evento, che ha studiato la figura di Vincenzo Corrado, cuoco di re Ferdinando IV, il quale ebbe modo di visitare Piedimonte, esaltandone la ricchezza delle materie prime, ideali per piatti prelibati.
Cura dell’associazione sarà quella di riproporre, infatti, attraverso queste antiche ricette, cosa mangiavano in questa ed altre occasioni, i duchi Caetani D’Aragona.
Un programma ricco e vario, con un solo intento, quello di rendere la Fiera di San Martino una vera realtà culturale, tra evoluzione e conservazione dei valori, come sottolineato anche da Sonia Palmeri, Assessore Regionale al Lavoro e Risorse umane.
“Se fai bene San Martino, farai meglio Natale”, questo un antico detto piedimontese; e se i presupposti sono questi, allora ci aspetta davvero una stagione all’insegna della bellezza inaspettata.

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