Home Territorio Frantoi aperti ai disabili, “una piacevole scoperta”. La parola a Patrizia Merola

Frantoi aperti ai disabili, “una piacevole scoperta”. La parola a Patrizia Merola

Patrizia Merola, 45enne di Baia e Latina, ci racconta la sua esperienza al frantoio Rao in Sant'Angelo d'Alife, grazie all'evento promosso dai produttori di APROL e Coldiretti

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Si è svolta domenica scorsa (28 ottobre) “Frantoi aperti alla solidarietà”, l’iniziativa promossa dai produttori di APROL, in collaborazione con la Coldiretti, e rivolta alle persone disabili. Nel territorio matesino sono tre i frantoi che hanno partecipato all’evento: Rao di Sant’Angelo D’AlifeMondrone di Caiazzo, Fragola Spinosa di Piedimonte Matese. Tra gli ospiti dell’interessante tour c’era anche Patrizia Merola, 45enne di Baia e Latina, che conduce la sua vita in carrozzina. Patrizia ci racconta la sua esperienza da cui è rimasta piacevolmente sorpresa.
È stata una mattinata allegra ed interessante quella trascorsa domenica 28 ottobre presso il frantoio Rao di Sant’Angelo d’Alife grazie all’iniziativa “Frantoi aperti alla solidarietà”, organizzata dalla Coldiretti e dalla APROL regionale. Quando le mie amiche Marisa e Gabriella mi hanno proposto di andare sono rimasta piacevolmente sorpresa, perché sono veramente pochi gli eventi a cui possono partecipare anche le persone con disabilità, figuriamoci se questi eventi sono pensati “apposta” per loro.

Per Patrizia entrare in un frantoio ha significato scoprire aspetti inediti di una realtà che non conosceva, in un clima di familiarità, condividendo quei momenti con tante altre persone disabili.
Ho accettato con entusiasmo e anche con molta curiosità, perché in 45 anni non ero mai stata in un frantoio e quindi non avevo idea di quello che avrei trovato. Chissà perché mi ero fatta l’idea che tutti i frantoi fossero ancora in pietra, e invece mi sono trovata in un frantoio modernissimo e pulito. L’accoglienza della famiglia Rao e degli operai al lavoro nel frantoio ci hanno fatto sentire a nostro agio; oltre me c’erano anche altre persone con disabilità, accompagnati dai volontari, in rappresentanza di associazioni della zona, come l’Orto di Johnny di Alvignano, l’Associazione Giacomo Gaglione di Piedimonte Matese e l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) di Caserta.

Ciò che ha catturato maggiormente l’attenzione di Patrizia e dei suoi amici è stato il processo di lavorazione delle olive, descritto, fase per fase, da Maria Luisa Rao, proprietaria del frantoio.
Dopo l’accoglienza abbiamo potuto visitare il frantoio, Maria Luisa Rao ci ha descritto le varie fasi della spremitura delle olive: il lavaggio, la macinatura, la pressatura, la centrifugazione e la filtrazione, fino ad assistere alla colatura finale dell’olio, uno spettacolo per la vista e l’olfatto! Inoltre ci ha spiegato il significato di spremitura a freddo, e di come questa faccia sì che le proprietà organolettiche e nutrizionali dell’olio extra vergine di oliva rimangano inalterate.
A fine percorso ci aspettava la degustazione: bruschette di pane con olio, davvero ottime! A illustrare l’iniziativa sono intervenuti il direttore regionale della Coldiretti Salvatore Loffreda, il coordinatore regionale APROL Giuseppe Miselli e il referente in loco per ambedue gli Enti, Virginio Bianco, che ringrazio di cuore per avermi fatto pervenire l’invito. È stata davvero una bella idea quella di far conoscere e condividere un patrimonio come l’olio di oliva con persone da sempre ai margini della società, e spero che piano piano anche altri “tesori” diventino accessibili a tutti.

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