Home Chiesa e Diocesi Don Alessandro Occhibove è il nuovo parroco di Alvignano

Don Alessandro Occhibove è il nuovo parroco di Alvignano

A partire dal 1 novembre, il Vescovo Di Cerbo lo ha nominato parroco di San Nicola e di San Sebastiano e amministratore parrocchiale di SS. Pietro e Paolo e di Santa Maria del Carmine. Ieri sera la Presa di Possesso Canonico al Santuario dell'Addolorata

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Alvignano ha abbracciato il suo nuovo sacerdote, e lo ha fatto con il cuore, con parole di accoglienza e con la festa, con la manifesta disponibilità ad essere una famiglia…

Don Alessandro, nella cerimonia di Presa di Possesso canonico, è entrato a far parte della comunità come un compagno di viaggio, come il giovane sacerdote che ha ancora tanto da imparare, ma tutto da donare: entusiasmo, lavoro, energie…
Gliel’hanno chiesto i parrocchiani e lui lo ha confermato nel saluto finale.

Il Santuario dell’Addolorata, luogo simbolo per la comunità di Alvignano, casa comune di storia e fede, ha ospitato la cerimonia liturgica presieduta dal Vescovo Valentino; in essa, attraverso i riti previsti, al nuovo parroco è stata consegnata l’intera chiesa alvignanese e una missione: “essere innanzitutto un missionario, uno che ha dato la vita a Dio per far fiorire la vita dei fratelli”, così Mons. Di Cerbo durante l’omelia.
Una domenica di fede assoluta e totalizzante quella suggerita dal Vangelo lì dove una povera vedova offre tutto ciò che ha al Signore, vincendo la paura di rimanere ancora più povera e priva delle sue ultime ricchezze, ma guadagnando di più: è questo il modello di fede che il Vescovo ha indicato al suo giovane sacerdote, chiamato – a pochi mesi dall’ordinazione – ad assumere contemporaneamente la responsabilità di direttore della Caritas diocesana e guida per le parrocchie di Alvignano.

“Caro don Alessandro, sii continuatore della missione di Gesù per questo popolo…con lo sguardo fisso su di Lui, cercando sempre il tempo per pregare e nella preghiera rinnovare continuamente la tua fedeltà”.
Essere il collante, generare armonia, accogliere e raccogliere in sintesi la molteplicità delle esperienze e delle manifestazioni religiose della comunità alvignanese “bella, ricca di storia, di tradizioni che non sei chiamato ad annullare ma a far suonare insieme e a far convivere secondo la logica del noi, la logica dell’unica famiglia che si ama e si rispetta..…”: essere parroco al di sopra di tutti, non per astrarsi dalla realtà in cui è inviato, ma per condurre tutti all’unità.

Il “tutti” si è più volte manifestato, nelle parole del Vescovo o di coloro che sono intervenuti per il benvenuto: nei volti presenti che hanno rappresentato l’intera geografia del paese, nelle stesse parole del Sindaco Angelo Marcucci che ha descritto la comunità ricca di umanità e di valori, pur nella crisi economica che l’attraversa con l’augurio a “sentire ciascuno di noi come un fratello…”.

L’invito ad essere missionario da parte del Vescovo, si è caricato anche di un monito severo, quello di essere prete con i piedi per terra, senza eccessivi compiacimenti per i risultati portati a casa: “Non sentirti felice quando vedi la chiesa piena di gente: guarda piuttosto fuori e vai verso gli altri. Prego il Signore perché tutti quei volti che non vedi la domenica a messa costituiscano il tuo tormento…”. Mons. Di Cerbo non ha parlato di un prete fra i tanti, non ha parlato ad un prete fra i tanti, ma al suo giovane viceparroco con cui ha condiviso la missione pastorale in Cattedrale, ad Alife, negli ultimi mesi, riconoscendo di don Alessandro la disponibilità, la praticità, la dedizione e l’essere “un gran lavoratore”, per poi aggiungere: “Don Alessandro è un sacerdote che crede nella confessione” ricordando la sua costante presenza in chiesa per amministrare il sacramento della riconciliazione.

Poi un invito alla comunità: “Educate don Alessandro ad essere un buon prete perché i preti imparano la loro missione e meglio la comprendono solo grazie alla gente; e lo aiuterete a crescere se gli chiederete di parlarvi e di testimoniarvi Gesù, piuttosto che avanzare richieste per soddisfare vostri piccoli privilegi personali”.

Un ultimo auspicio da parte di Mons. Di Cerbo, come una carezza sul cuore dei tanti alvignanesi presenti che nelle parole del Vescovo hanno riabbracciato la loro memoria, la storia lontana e recente da cui vengono e da cui hanno imparato molto: “Ti auguro che avvenga per te quello che accade in tante altre parrocchie della Diocesi… In Visita pastorale, dalle parole della gente, ho conosciuto tanti preti che non ci sono più ma sono rimasti nel cuore di tutti perché hanno lasciato tracce buone… Dona le tue qualità a questa gente, a questa città perché guardando a te avrà più voglia di vivere”.

Don Alessandro lavorerà ad Alvignano con l’aiuto – nel fine settimana – di don Francesco Vangeli, giovanissimo come lui, della Diocesi di Nardò-Gallipoli-Lecce. La sua permanenza a Roma per motivi di studio gli consentirà di raggiungere la Diocesi di Alife-Caiazzo per dare una mano, nelle celebrazioni e nelle attività pastorali al nuovo parroco. Il Vescovo lo ha ringraziato per la disponibilità e per l’impegno già profuso nelle ultime settimane.

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