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Matese. Cul di Bove nuovamente da esplorare in totale sicurezza

Banca Capasso finanzia l'acquisto di 80 attacchi (fix inox da 8mm, placchette inox e maglie rapide di acciaio) e 2 mute stagne in trilaminato necessari per l'esplorazione. Una ventina i pozzi e i traversi dell'antro da mettere in sicurezza

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abisso cul di bove

Un tratto di grotta all’abisso Cul di Bove, sul Matese, è stato riabilitato negli scorsi mesi di luglio e agosto. Il contributo di Banca Capasso, del GSCAI Napoli, all’ASMolisani, alla Ditta Pellegrini Consolidamenti e al Consorzio Servizi Verticali, e chiamando in causa i componenti del Collettivo Speleo Matese, è stato fondamentale per materializzare un’idea in cui si è molto creduto.
Le risorse economiche, messe a disposizione dalla Banca, hanno permesso l’acquisto di 80 attacchi (fix inox da 8mm, placchette inox e maglie rapide di acciaio) e 2 mute stagne in trilaminato, ciò che è servito per l’esplorazione delle zone remote dei nuovi rami di Cul di Bove, dove erano presenti molti punti allagati.

Il riarmo è stato iniziato il 21 e il 22 luglio e si è concluso l’11 e il 12 di agosto, quando Roberto Pettirossi, Ivan Martino, Francesco Spinelli, Luca Grilli e Lorenzo Scialo sono entrati in grotta con 40 attacchi completi, fix inox placchette e maglie rapide oltre a 50 metri di corda. Nella grotta sono state lasciate altre tre matasse una 20, una 30 e una 50. Viene riarmato il P20 prima del terzo lago e poi ci si dedica al traversone che porta ai rami esplorativi. Lì vengono cambiati tutti gli attacchi perché ancora in alluminio e posizionata una corda da 10mm. Due squadre sono state necessarie per portare a compimento l’impresa di riarmo: alla prima squadra hanno partecipato speleo del GSMatese: Ivan Martino, Salvatore Capasso, Antonio Orsini e speleo del GSCAI Napoli: Umberto del Vecchio, Ferdinando Valentino, Pierpaolo Fiorito, Norma Damiano, Federico di Vita, Luca Cozzolino, Lucia Testa, Gianluca Minieri, Enrico Fondacaro, Alfredo Massimilla e Luca Rossi. A questi si è aggiunto anche lo speleo autonomo Fabio Sciaudone. La seconda formata dagli speleo autonomi: Paolo Turrini, Luigi Russo, Roberto Pettirossi, Mirko Baldoni, Paolo Forconi, Federico Casadei e Luca Befani. Mentre la prima ha lavorato al recupero del grande scivolo al Primo Lago, la seconda del tratto che va dal Primo al Terzo lago.

Nel corso delle esplorazioni, gli esperti hanno accertato la necessità di mettere in sicurezza circa 20 pozzi e traversi dell’antro, mediante la sostituzione di corde e ancoraggi ormai in cattivo stato. Le corde usate sono state fornite dalla Ditta Pellegrini con 200m di corda da 10mm, dal Consorzio Servizi Verticali di Giuseppe Casu con 100m di corda da 10mm e 200m da 10mm dal Gruppo Speleo CAI di Napoli. L’ASMolisani si occuperà del riarmo di alcuni traversi lungo il meandro di CdB mentre Filippo Felici ci ha donato 100m di corde per le esplorazioni lungo il meandro della Via Maestra.

 

 

 

 

 

 

 

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