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Omicidio Vairano Patenora, una lettera e una riflessione

Giuseppe Bisceglia riflette sugli ancora tanti femminici e invita a reagire

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera, a firma di Giuseppe Bisceglia, giovane avvocato di Pratella, legato per motivi professionali al luogo dell’omicidio in cui hanno perso la vita Antonella e Rosanna Laurenza per mano del marito della prima, che poi si è tolto la vita (leggi la cronaca dell’accaduto). Troppe donne vittima di violenze inspiegabili e una riflessione: “l’amore è un’altra cosa”.

Cara Federica, Lauretta, Jessica, Immacolata, Antonella, Rosanna ed ancora Nunzia, Renata.
Avreste dovuto condurre una vita diversa dividendovi tra il lavoro e la famiglia.
Avreste avuto il diritto di tornare stanche la sera e raccontare la vostra giornata, la quotidianità ma non vi stato possibile.
D’un tratto la vostra esistenza è stata pervasa da un destino che vi ha guardato negli occhi ed ha mostrato il suo sorriso più beffardo condannandovi al totale annientamento della vostra persona e del vostro essere.
La declinazione di questo stesso destino si è concentrata nella mani di un uomo che ha reputato bene di decidere della vostra esistenza, confinandovi in una clausura emotiva e relazionale che ha preso sempre più piede e negato ogni forma di reazione.
Quante volte avreste voluto denunciare, quante volte lo avete fatto ma c’è stato chi, prima di voi, ha sollevato una mano rendendola portatrice di morte. Cosicché, nel giro di pochi secondi avete lasciato i vostri figli ed i vostri affetti.

Giuseppe Bisceglia, autore della lettera

È difficile, oggi, riuscire a comprendere quanto stia accadendo.
Una strage silenziosa, una conta inarrestabile negli anni: nei primi 10 mesi del 2017 sono stati 114 i femminicidi, ben più di 3mila dal 2000.
Uccidere una donna in quanto donna è la forma più crudele in cui possa estrinsecarsi la condotta umana. Ancora una volta, quindi, diciamo che:“l’amore è un’altra cosa”.
Esso nella sua più totale manifestazione è sedimentato sul rispetto e sulla stima. Non è accettabile l’idea di una morte provocata per amore.
Non è comprensibile il gesto di un uomo che decide della vita altrui e non lo sarà per tutti i figli, i genitori ed i cari di quelle donne che hanno subito una violenza inaudita tramutatasi poi in morte.
È arrivato il momento di non tacere, ma di urlare. Forse ci serviranno ancora tante grida ma è necessario iniziare per cercare di porre un limite ad episodi di tale ferocia.
A ciascuna di queste donne  va dedicato un ricordo che, per quanto breve, porterà a non dimenticare i loro volti e le loro storie.

Giuseppe Bisceglia

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