Home Chiesa e Diocesi “Rallegratevi del vostro servizio”, don Leonardo Lepore ai catechisti di Alife-Caiazzo

“Rallegratevi del vostro servizio”, don Leonardo Lepore ai catechisti di Alife-Caiazzo

Presso il Santuario dell'Addolorata di Alvignano, i catechisti della Diocesi hanno preso parte ieri (2 dicembre) al ritiro di Avvento con la riflessione guidata da don Leonardo Lepore

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Nella prima domenica di Avvento, diverse comunità ecclesiali della Diocesi si sono ritrovate ieri (2 dicembre) ad Alvignano per prepararsi al Natale attraverso la meditazione e la preghiera. La giornata, organizzata in sinergia tra gli Uffici Catechistico, Scuola e Liturgico della Diocesi, è trascorsa intensamente, articolandosi in due momenti diversi. Dopo la mattinata dedicata ai rappresentanti dell’Azione Cattolica, il pomeriggio è stata la volta dei catechisti.
Catechisti, provenienti sia da parrocchie del Matese che del Monte Maggiore, hanno partecipato al momento di raccoglimento presso il Santuario dell’Addolorata ad Alvignano, dove sono stati accolti dal vescovo Valentino Di Cerbo, che, dopo aver speso un pensiero di buon auspicio per questo periodo di Avvento, ha ceduto la parola a don Leonardo Lepore, docente di Sacra Scrittura (Benevento). Come intendere l’annuncio di Dio, trasmesso dall’Angelo Gabriele? È il Vangelo di Luca il nucleo intorno a cui don Leonardo ha ricamato la sua riflessione, attraverso un’esegesi del testo efficace, focalizzata su quei termini che ne racchiudono il senso complessivo. “L’annuncio della nascita di Gesù come quello della nascita di San Giovanni Battista indica la volontà di Dio di rendere l’uomo uomo: è nell’essere umani che va perseguita la santità”. Sconvolgente il messaggio che s’incarna nell’Annuncio a Maria, che avviene all’interno di una casa, ossia nel “luogo in cui non esiste finzione, perché ognuno è nella sua nuda verità. Quella casa umile diventa Tempio”.

Nell’imperativo “Rallègrati” con cui l’Angelo esorta Maria ad accogliere il frutto della volontà divina, Gesù, che è Parola di vita, si riflette l’invito “a stare nella gioia”, atteggiamento del cristiano e soprattutto di chi, come il catechista, sceglie di accogliere la “chiamata con spirito di servizio”. Non vi è nulla di più serio tra l’altro del portare avanti la propria “missione” con letizia.
Maria è l’esempio più grande della “interconnessione tra gioia e serietà”, una giovane donna che “si è resa disponibile immediatamente al Signore“, abbandonandosi al richiamo divino rispondendo solo al proprio senso del dovere. La Tavola del XV secolo raffigurante l’Immacolata, che si trova nella Basilica Santa Maria Maggiore di Piedimonte Matese e presa come riferimento nel corso della riflessione, racconta in modo calzante la “risposta” di Maria. “Lo fa innanzitutto con i colori, che sono vivi, a significare lo stato d’animo gioioso che la contraddistingue”. Maria sceglie di “abbracciare la Parola di Dio”, aspetto questo che viene evocato sublimemente dal gesto morbido e dolce di accogliere in grembo il Vangelo, il Figlio ancora non nato ma che esiste nel suo cuore come verità assoluta.

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