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Donazione e trapianto organi, perchè la vita dipende dal “sì” generoso di ciascuno

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“La vita è come una catena umana che non si spezza mai perché ognuno rappresenta un anello che tiene unito quello di prima al successivo…”.
Con queste parole Guglielmo Venditti, presidente della sezione locale AIDO e vicepresidente nazionale, saluta l’evento Io ci sono… per la sensibilizzazione alla donazione e trapianto
di organi, tessuti e cellule, e tipizzazione del Midollo Osseo in programma sabato 8 dicembre a Piedimonte Matese (Piazza Carmine), dalle 9.00 alle 13.00.
Procede senza sosta il cammino a favore del dono promosso sul territorio che questa volta vede insieme più nomi e quindi vosi capaci di arrivare più lontano: Città di Piedimonte Matese, Aido-sezione comunale Liberato Venditti Piedimonte Matese; Avis-Delegazione Santa Maria C.V.; Rotary Distretto 2100 Alto Casertano; Croce Rossa Italiana-Alto Casertano Matesino; Admo-Associazione donatori midollo osseo; Moto for life Italia; Forum della Gioventù-Piedimonte Matese.

“La cultura del dono deve prevalere sull’egoismo e l’indifferenza”, prosegue Venditti. “I rumori della vita frenetica coprono il silenzio della sofferenza di coloro che per pudore non urlano il dolore ma sperano in una chance negata… Ed allora regaliamo a chi soffre la speranza di una vita nuova”.

Si esprime anche in termini di numeri, il dottore Venditti, perchè quantificare permette di entrare più da vicino a contatto con il problema: “Su 50 milioni di italiani che possono esprimersi, solo 4 milioni hanno dichiarato di essere favorevoli alla donazione degli organi. Su 30 milioni di italiani tra i 18 ed i 36 anni solo 400.000 hanno fatto la tipizzazione, ed allora è ancora più vero che in fondo, la vita è nelle nostre mani… Basta un “sì” quindi sabato per dire Io ci sono…”

E poi appello al dono, senza se e senza ma; atto di responsabilità che salva la vita di persone fragili, persone che, senza saperlo, dipendono da qualcun altro e quel qualcun altro potrebbe essere uno di noi.
“Non aspettiamo di vivere sulla nostra pelle la sofferenza e l’angoscia che migliaia di cittadini provano sapendo che la loro vita è legata ad un dono che – ricordiamoci – non si fa fabbrica, non si compra in farmacia ma è frutto di un atto di amore gratuito e sconosciuto”.

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