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Siamo pronti? Verso il Parco Nazionale del Matese, l’intervista “numero uno”

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Il Parco Nazionale del Matese non sarà soltanto adesione ad una legge e alle norme che la corredano.
Parco vorrà significare molto di più, a partire dallo stile dei suoi abitanti.
A partire da questa intervista al dott. Vincenzo D’Andrea, coordinatore della Consulta del Matese e presidente dell’Associazione micologica del Matese, Clarus, il giornale di informazione locale edito dalla Diocesi di Alife-Caiazzo, inaugura ufficialmente uno spazio dedicato al Parco che verrà…accompagnando la riflessione sul futuro che attende il nostro territorio.
Se Matese è cultura, tradizioni, storia, geografia, natura, sapori; finché il Matese sarà questo unicum di potenzialità e di identità, noi ci saremo. Come giornale impegnato per il territorio, non verremo meno al dovere di raccontare questa avventura attraverso la voce di chi vive e anima il Matese e aprire sentieri e spazi di confronto: ci piace essere propositivi, ci piace dire che il Parco Nazionale del Matese è una grande possibilità e che ci dobbiamo fidare di esso. Ma ci piace anche dire che questo Parco ci vorrà – come cittadini – più operativi e meno remissivi; più informati e meno disinteressati; più onesti collaboratori del bene comune.
Grazia Biasi

Vincenzo, raccontaci come è nata l’idea di costituire la Consulta del Matese, quali sono i suoi scopi e qual è il percorso che intende compiere in vista del Parco Nazionale del Matese…
Già da 3 anni, con altri amici di altre piccole ma attivissime associazioni del Matese, abbiamo pensato di creare una sinergia per avere un territorio più dinamico, considerando seriamente di vivere in una “Area Protetta”. Lo scorso anno, a Dicembre, con l’istituzione del Parco Nazionale del Matese (Legge di stabilità 2018 del 27/12/2017 n.205) abbiamo pensato che fosse giunto il momento di concretizzare l’idea della Consulta. Abbiamo presentato il progetto pubblicamente che in partenza ha visto 14 Associazioni del Parco Regionale del Matese e che oggi ne conta più di 50. Lo scopo fondamentale della Consulta del Matese è promuovere il territorio del Matese e, attraverso la corretta e coerente informazione, facilitare la realizzazione di un “buon Parco Nazionale.

Ci fai capire, in poche parole il significato di Area Protetta e di Parco Nazionale?
Un’ “Area Protetta” è per legge (L.394/1991) un preciso territorio dove si “garantisce e si promuove, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale”. Il “Parco Nazionale” è la massima espressione di un’Area Protetta.
Attraverso una legge dello Stato, (Decreto del Presidente della Repubblica), viene sancito che un dato territorio, in tutte le sue espressioni, naturalistiche, geomorfologiche ma anche antropiche, storico-archeologiche ed agro-silvo-pastorali, venga preservato per le generazioni presenti e future.

Qual è l’iter che porterà il Parco Nazionale ad essere operativo e quale ruolo dovranno svolgere, ora ed in futuro, i diversi attori istituzionali e, in particolare, le Amministrazioni locali?
L’istituzione del Parco Nazionale ha sancito solo la partenza di un iter che solitamente è complesso ed articolato perché ha bisogno di tanti studi e valutazioni, non solo prettamente scientifici ma anche socio-economici. L’Italia è un Paese ricco di biodiversità ma fortemente antropizzato: i Parchi sono proprio quest’articolazione tra mondo naturale e aree antropizzate che dovranno mantenere l’equilibrio che i secoli hanno preservato e che l’apparente “benessere” sta condizionando.  Dal primo passo dell’istituzione si procede verso la costituzione di un “tavolo tecnico” al Ministero dell’Ambiente che vede di fronte i principali “portatori di interesse” (Regioni, ISPRA, Parco Regionale). Da qui nascerà una “perimetrazione” dell’area protetta, cioè l’individuazione dei confini del Parco, e una sua “zonizzazione” interna con la definizione delle aree maggiormente da preservare e quelle dove sono consentite le attività sempre svolte.

Il “Parco Nazionale” è la massima espressione di un’Area Protetta

Verranno promulgate le temporanee “Norme di Salvaguardia”, poi sostituite dagli strumenti di governo del Parco (Piani e Regolamento). Attraverso dialoghi, acquisizioni di necessarie evidenze dai territori, si giungerà alla fine del percorso con la soppressione del Parco Regionale e l’ufficializzazione del Parco Nazionale attraverso il Decreto del Presidente della Repubblica.
Sarà solo in quel momento che potremo dire “siamo nel Parco Nazionale del Matese”!

L’interesse intorno al Parco Nazionale del Matese comincia ovviamente a crescere. Quanto è importante che le Comunità siano coinvolte e quanto una piena consapevolezza dei cittadini del Matese può incidere sulle scelte che verranno compiute?
L’ “Italia dei Parchi”, così come si vorrà opportunamente realizzare, non potrà prescindere dalle Comunità che la popolano. In Italia, i Parchi e le Aree Protette non sono aree estensivamente “selvagge”: ogni pochi chilometri, infatti, anche nelle aree apparentemente più inospitali, si riscontra un insediamento umano di storica presenza, soprattutto agro-pastorale.
Per questa ragione occorre comprendere che i Parchi e le Aree Protette vanno realizzati con il necessario coinvolgimento e protagonismo delle Comunità che li vivono. Le stesse Comunità, d’altra parte, devono prendere coscienza che solo una “tutela regolamentata” consente di conservare la propria identità nei tempi a venire.

Alcuni, anche a causa della esperienza non proprio felice del Parco Regionale del Matese, potrebbero temere che il Parco Nazionale possa rappresentare solo una serie di vincoli e non un’opportunità per il territorio. Timore fondato?
È la conseguenza più logica e forse giustificata del pensiero di chi ha vissuto un “Parco” assente negli ultimi 15 anni! Questa comprensibile reazione è sicuramente il primo forte ostacolo nel processo di costituzione di un “Buon Parco Nazionale”, proprio perché un Parco non è fatto di sole leggi ma di del coinvolgimento attivo di chi lo vive. Ed è proprio questo l’elemento sul quale occorre un impegno più forte da parte delle Istituzioni ma anche da parte dei cittadini del Matese. La tutela del mondo naturale dai continui attacchi della brama di sfruttamento insostenibile non può fare a meno di norme rigorose. Queste stesse norme, d’altro canto, sono proprio la garanzia per gli abitanti della bontà di ciò che si sta costruendo, soprattutto per le generazioni che verranno.

Continua…

 

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