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Piedimonte Matese. “La verità non detta” su Moro in un libro, ne ha parlato l’on. Giuseppe Fioroni

Alla discussione sul libro, il 21 dicembre, presso la Biblioteca Aurora Sanseverino, presente anche l'on. Giuseppe Fioroni, co-autore

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Noemi Riccitelli Il 2018 da poco concluso è stato un anno di importanti anniversari e celebrazioni di eventi che hanno segnato la storia del mondo e del nostro Paese; tra questi, i 50 anni dal fatidico 1968 e i 40 anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, statista, politico italiano.
Quest’ultimo evento ha rappresentato un vero e proprio caso, anzi, forse il caso che ha più segnato il panorama politico-sociale italiano, sia per la tragicità dell’evento in sé, che per l’animata e dicotomica discussione che ne derivò tra l’intellighenzia del tempo.
Basti ricordare quello che è stato definito come il “famigerato” libro sul caso: il pamphlet di Leonardo Sciascia, L’Affaire Moro, della cui Commissione Parlamentare sull’inchiesta di omicidio, lo scrittore siciliano fece parte.
Ora come allora, “il caso Moro” torna a far discutere, tra supposizioni, dettagli, verità non svelate.
È proprio sull’analisi di verità non dette che si concentra il libro “Moro. Il caso non è chiuso. La verità non detta” di Maria Antonietta Calabrò e Giuseppe Fioroni.
A Piedimonte Matese, il gruppo In Progress, il 21 dicembre ha organizzato un incontro-discussione presso la Biblioteca Comunale Aurora Sanseverino, durante il quale è stato presentato il suddetto libro in presenza dello stesso on. Fioroni, co-autore, il prof. Costantino Leuci, docente di storia e filosofia del Liceo G.Galilei di Piedimonte Matese, Luca Romano, dell’Associazione Campania Domani e il prof. Gennaro Salzano, dell’Istituto di Ricerca San Pio V di Roma.

Luca Romano

La riflessione è iniziata a partire dalla triste constatazione, confermata da un sondaggio nazionale, menzionato da Luca Romano, che le giovani generazioni non conoscono a sufficienza, oppure non conoscono affatto, né questa densa e importante fase della nostra storia, così contemporanea, né tantomeno la stessa figura di Aldo Moro; un dato, questo, che induce a riflettere anche sulla necessità che i programmi scolastici vengano rispettati e diano la giusta e dovuta rilevanza ad eventi e personaggi che fanno parte, inevitabilmente, di quello che siamo oggi.
Il prof. Salzano, invece, ha illumina sentieri storici “non frequentati”, come sottolineato anche dal prof. Leuci, portando l’attenzione sui rapporti di Moro, sui retroscena politici del tempo, i giochi di potere, le mire e le convenienze delle BR.
Leuci, infine, ha introdotto il libro prima dell’intervento dell’on Fioroni; un libro che si rifa al metodo induttivo, che si arricchisce di nuovi dettagli, di nuove riflessioni riguardo il rapimento e poi la morte, a cui viene dedicato ampio spazio nel libro, ma soprattutto in cui si riflette sulla cosiddetta “verità dicibile” ma non detta, allora.
“La ragion di Stato aveva il diritto di negare la conoscenza fino in fondo?”, è stata la domanda di Leuci.

L’on. Fioroni, prendendo la parola, ha introdotto la figura di Moro come quella di un politico moderno, all’avanguardia per il tempo, un personaggio devoto all’Italia, all’idea di democrazia e fermamente convinto della necessità della creazione di “Stati uniti d’Europa”, in cui tutti i Paesi avrebbero potuto essere più forti, sicuro che “gli egoismi nazionali acuiscono gli scontri”.
L’Onorevole ha poi illustrato le reali dinamiche del rapimento, le azioni di quel giorno, e anche l’assurdità di come certi meccanismi non siano mai stati presi realmente in considerazione, i personaggi, le istituzioni coinvolte, come tutto risulti molto più complesso ma, per certi versi, anche chiaro, se si riflette bene su questo episodio; dunque, come affermato da Fioroni, “oltre al depistaggio per esagerazione, c’è stato anche il fatto che chi sapeva non ha voluto sapere e non ha voluto dire e hanno così oggettivamente favorito che Moro, ingombrante per molti, venisse tolto di mezzo”.
Il discorso di Fioroni, e con esso la stessa presentazione, si è chiusa con un messaggio di grande impegno civile e morale, affinché le istituzioni, ma anche i cittadini attraverso lo sviluppo di una loro coscienza personale tramite una seria volontà di informazione, cerchino e si battano sempre per ogni verità; “ per entrare in una nuova Italia, bisogna liberarsi dai fantasmi del passato”, ha affermato l’onorevole in chiusura.

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