Home Chiesa e Diocesi Pratella. Quando la musica è strumento di messaggi cristiani

Pratella. Quando la musica è strumento di messaggi cristiani

Un racconto musicato posto in essere dalla Schola Cantorum della parrocchia San Nicola di Bari, lo scorso 26 dicembre, grazie alla brillante esecuzione dell'orchestra d'archi "Camerata Pentra"

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Giuseppe Bisceglia – Sembra trascorso già tanto tempo, ma solo qualche settimana fa la parrocchia San Nicola di Bari di Pratella era in pieno fermento. L’atmosfera è quella di ogni anno, la comunità intera si prepara per celebrare il Santo Natale e così, tra una prova ed un’altra, la Schola Cantorum si è cimentata in una nuova iniziativa dando vita ad un progetto dove la musica è stata impiegata come strumento di diffusione di valori, messaggi cristiani e di cultura. L’idea è sorta dopo una lunga riflessione che ha condotto alla realizzazione del concerto di Natale A Christmas Carol svoltosi lo scorso 26 dicembre. Il titolo, lungamente valutato e pensato, è tratto dal celeberrimo lavoro di Charles Dickens e racconta come anche gli animi più chiusi ed i livori più forti possano tramutarsi nello spirito della carità, della fratellanza e della solidarietà.
Dopo aver dato vita al secondo evento parrocchiale, questa volta, la Schola Cantorum ha cercato di porre in essere un racconto musicato. Il tutto è stato possibile grazie alla brillante esecuzione dell’orchestra d’archi “Camerata Pentra” con il maestro Angela Musco, che ha deliziato gli astanti con un recondito repertorio strumentale, del giovane musicista Pasquale Croce, del clarinettista Angelo Scungio e del maestro Luigi Zanni organista d’eccezione che, con la sua professionalità e maestria, ha fatto sì che l’intera Chiesa fosse pervasa dal dolce suono dell’organo da pochi mesi giunto nella Parrocchia.

Il collegamento tra note e letteratura è stato doviziosamente curato dall’avv. Annamaria Gregorio, responsabile dell’Ufficio diocesano Pastorale e Sociale del lavoro della diocesi di Alife-Caiazzo, che, attraverso la recitazione di stupendi monologhi tratti dal racconto, ha saputo condurre gli uditori nel meraviglioso mondo di Dickens fatto di amore e condivisione. Da Mozart ad Adam fino a giungere alla piccola ninna nanna di Natale dell’Europa medioevale, un repertorio promiscuo che è culminato con un augurio particolare, un inno alla vita. Una famiglia, un gruppo di amici spinto dall’amore per il canto liturgico e per la musica, consapevoli del fatto che prestare un servizio all’interno della comunità significhi formarsi per perseguire il vero significato dell’essere cristiano, senza abbandonare la  speranza di rimanere sempre uniti e ancorati alle proprie radici. Perché si è parrocchia quando non si dimenticano i valori acquisiti nel corso degli anni, le persone incontrate lungo il cammino della vita, le tradizioni e gli insegnamenti ricevuti,  pervasi sempre dalla fede verso la “Mamma celeste”. Questo il messaggio che la Schola ha voluto trasmettere: non fermarsi all’apparenza, non cadere in un becero individualismo, la vita è bella solo quando la si condivide con gli altri seminando il seme buono che si trasformerà in raccolto.

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