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Piedimonte Matese, un comune da “terapia intensiva”. Nuovi dettagli sul Dissesto e sul Consiglio Comunale

Le posizioni dei consiglieri Grillo, Santopadre, Ottaviani, Capone, Raucci e del sindaco Di Lorenzo. Avevamo annunciato un approfondimento sui temi del Consiglio comunale in cui è stato votato il dissesto finanziario del Comune

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Lo spartiacque del dissesto finanziario del Comune di Piedimonte Matese è stato tracciato nel pomeriggio di giovedì: a favore del default la maggioranza di Uniti per Piedimonte e l’ex assessore Mimmo Santopadre (un voto  favorevole con molti distinguo e condizioni) che aveva  lasciato la casa madre a pochi mesi dall’insediamento, nell’estate 2017, dopo la revoca dell’assessorato ai Lavori pubblici.
Ritorna la maggioranza elettorale.
Se sarà una tantum lo dirà il tempo.
Astensione del gruppo Siamo Piedimonte (assente Sara Petella) e di Monica Ottaviani, indipendente e fuoriuscita da Noi di Piedimonte (assente Fabio Civitillo). Entrambi per ragioni diverse impossibilitati.

La delibera è stata inviata al Ministero dell’Interno ed alla Procura della Corte dei Conti per i rispettivi adempimenti conseguenziali.

Città divisa, frastagliata tra l’ipoteca del passato e l’ansia di rischi per il futuro ancora incerto.
Un voto che segna il passaggio ad un doppio binario, ad una gestione parallela dell’attività finanziaria ed amministrativa: per gli anni precedenti al dissesto se ne occuperà un organo ad hoc per il censimento della massa passiva e attiva, come previsto dalla normativa vigente, mentre il post-dissesto, a partire dal 10 gennaio – sarà privo della zavorra pregressa ed oggetto della programmazione e delle azioni dell’esecutivo/maggioranza vincitrice circa due anni fa. Si azzera con ripartenza per coniare una sintesi: è il messaggio lanciato prima sui social e l’altro ieri in aula dal sindaco Luigi di Lorenzo in termini di “opportunità”  per il rilancio e la riorganizzazione dell’azione istituzionale.

Ad introdurre il dibattito il revisore dei conti, Salvatore Esposito, che ha illustrato, anche sul piano dell’evoluzione storico-statistica, le caratteristiche operative del dissesto in riferimento ai vari soggetti coinvolti (creditori, azioni esecutive etc..) ma, nella premessa, ha soprattutto sottolineato il lavoro di verifica dei presupposti del dissesto sulla base dei  dati acquisiti dagli uffici anche in misura parziale.

Diagnosi impietosa per le casse comunali per cui ci sono tutte le cause-consolidate ed incancrenite – che legittimano il dissesto (scelta di tipo politico-amministrativo ha precisato Esposito oltre che tecnica) ovvero: continuo uso delle anticipazioni di cassa senza restituzione (anche nel 2018), l’uso dei fondi a destinazione vincolata (ipotesi entrambi che dovrebbero essere eccezioni), incapacità di riscossione con elevate quote di evasione, consistenti passività, anomali fenomeni di residui attivi e passivi nonostante scremature, debiti fuori bilancio, continui pignoramenti specie negli ultimi mesi.

Un Comune “clinicamente” in continua terapia intensiva per le criticità finanziarie costanti che ha richiesto la “cura” del dissesto per usare metafore mediche.

Un richiamo “alla massima responsabilità” è stata espressa dal sindaco Di Lorenzo nel corso del suo lungo intervento annunciando l’attesa assegnazione del contratto-tributi con l’esternalizzazione della riscossione dei tributi (aggiudicazione provvisoria): uno dei problemi più gravi è stato proprio  quello della riscossione e dei bassi indici di entrate in relazione al dissesto.

Abbiamo cercato di evitarlo ma non è stato possibile (in campagna elettorale si parlava di sostenibilità, ndr) ma occorre essere amministrazioni senza paura e tra 2-3 anni si vedranno i frutti”, spiegando, in vari passaggi, numerose problematiche (rifiuti, residui di bilancio, ruolo idrico miglioramento della mappa toponomastica per gli indirizzi dei contribuenti).

“L’atteggiamento della vostra Amministrazione è stato simile alle precedenti” ha dichiarato Carlo Grillo, (SiAmo Piedimonte) parlando a nome del gruppo in relazione alle irregolarità contabili denunciate dal revisore. Nel suo intervento, suddiviso, come nelle arringhe – in due parti: di fatto e di diritto.
In fatto, con riferimento al mancato incontro richiesto dal gruppo al sindaco nelle scorse settimane in tema ed al mancato rinvio della seduta consiliare (in seconda riunione) per impegni  della Petella.
In diritto ha contestato, criticando la relazione del revisore sul dissesto e i relativi vantaggi. In particolare in relazione ai rilievi mossi alle giunte precedenti, Grillo ha sostenuto che “la giunta Di Lorenzo ha commesso le stesse  violazioni” elencando le pagine del dossier (anticipazione di cassa, uso di fondi vincolati, mancato rispetto ordine cronologico delle fatture, rinfacciando al sindaco di aver definito “il dissesto come disastro” (aprile 2018) per poi definirlo dopo “opportunità”.
Ha rimproverato  il revisore di aver omesso di fare cenno alle conseguenze negative  parlando  anche di  licenziamenti poi smentito dallo stesso revisore sul punto (“non ci saranno licenziamenti del personale tranne per alcuni contratti  particolari”).

“Non ci genuflettiamo a richieste di incontri” ha replicato il sindaco Di Lorenzo ricordando al capogruppo Grillo di  non aver fatto nessuna richiesta di dati ed informazione sulle problematiche oggetto del consiglio Se  convinto deve votare il dissesto”.
Controreplica di Grillo con la  dichiarazione di astensione.

“Il dissesto andava  fatto nel 2018 ” ha dichiarato a sua volta il consigliere indipendente, Mimmo Santopadre annunciando però il voto a favore del default pur con condizioni legate ad una “guida diversa” della stessa Amministrazione.
Non ha lesinato critiche definendo “schizofrenica” la maggioranza.

Tra gli interventi nell’ambito della maggioranza quello dell’assessore Antonella Capone che ha rivendicato una posizione di autonomia nell’ambito del gruppo di maggioranza di Uniti per Piedimonte (traccia nell’astensione rispetto alla maggioranza di cui fa sulla nomina di un segretario a scavalco). L’assessore ha  sollecitato il Sindaco ad adottare gli adempimenti per dare operatività alla gara sui tributi e a dare efficacia all’azione di programmazione una volta messa fine alla zavorra dei debiti: “Poi spetta ad altri organi  accertare eventuali pregresse responsabilità”.

La seduta prima delle votazioni si è conclusa con un appello finale del capogruppo Raucci a Ottaviani e Santopadre per una possibile collaborazione senza indicare i modi e le forme.

Sulla pagina facebook Osservatorio civico e Città di Piedimonte Matese sono visualizzabili le riprese video della seduta consiliare e della conferenza stampa.

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