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SPECIALE. Istituto “De Franchis” luogo della Memoria

La Scuola piedimontese è tra le 100 italiane scelte dal MIUR per l'installazione di una targa celebrativa in ricordo delle vittime dell'Olocausto, in linea con l'iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig

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Avverrà venerdì mattina (25 gennaio), presso la sede dell’istituto “V. De Franchis” di Piedimonte Matese, l’installazione della targa celebrativa in concomitanza con la Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, evento internazionale dedicato alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Per ricordare le sofferenze e le tragiche conseguenze delle crudeli gesta compiute dal Nazifascismo, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca – direzione generale dello studente, ha selezionato l’Istituto piedimontese tra 100 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale, per l’installazione di una targa celebrativa.
L’iniziativa, sulla scorta dell’opera di collocazione di pietre di inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig, consiste nel posizionamento di una targa all’ingresso dell’Istituto al fine di creare un “perimetro” di luoghi della memoria. Lo scoprimento della targa alla presenza di autorità civili e religiose, di tutti gli studenti e docenti dell’Istituto avrà inizio alle 9.30, con una riflessione guidata da mons. Valentino Di Cerbo, vescovo della diocesi di Alife – Caiazzo e dal dirigente scolastico, il prof. Giuseppe Castrillo.

“L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista è invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom e omosessuali.

L’artista tedesco Gunter Demnig, autore delle Stolpersteine (Pietre d’inciampo)

I primi Stolpersteine risalgono al 1995, a Colonia; da allora ne sono stati installati più di 22.000 in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi.
L’artista sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (cm. 10×10). Li distingue solo la superficie superiore, a livello stradale, poiché di ottone lucente. Su di essa sono incisi: nome e cognome del deportato, anno di nascita, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte. L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità”. (Fonte www.beniculturali.it).

L’evento di venerdì verrà diffuso su tutto il territorio nazionale dall’agenzia di stampa Dire – Diregiovani, in modo da raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare e stimolare la riflessione di quante più persone possibile.

 

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