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Don Franco Sbriglia è tornato alla Casa del Padre. Domani a Raviscanina i funerali presieduti dal Vescovo Valentino

Era rientrato ieri a casa dopo circa un mese di ricovero tra negli ospedali di Piedimonte Matese e di Caserta. Domani alle 15.30, nella chiesa di Santa Croce in Raviscanina i funerali

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La morte lo ha visitato nel sonno. Questa mattina, per chi lo accudiva, la triste sorpresa di non trovarlo in vita. Don Franco Sbriglia era tornato ieri a Raviscanina, paese natale dove risiedeva, dopo una degenza negli ospedali di Piedimonte Matese e di Caserta.
Provato ormai da tempo dalla malattia, aveva lasciato qualche anno fa la parrocchia che guidava (Santa Croce, nel suo comune di nascita) per avere tempo necessario al riposo e a ritemprare il fisico, senza mai interrompere il legame “di figlio” con la Chiesa diocesana, sia nel legame gli altri sacerdoti che con il Vescovo Valentino.
Da qualche tempo, inoltre, si era reso disponibile a dare una mano presso il Santuario della Madonna della Grazia, dove concelebrava la domenica mattina con il rettore don Emilio Di Muccio che aveva “preso a cuore” la sua condizione di fratello più anziano e ammalato, ma ancora disponibile, ancora una risorsa per molti.

I funerali, presieduti dal Vescovo, si terranno domani pomeriggio (domenica 17 febbraio) alle 15.30 nella chiesa di Santa Croce a Raviscanina. 

Don Franco, nato a Raviscanina il 18 novembre 1946, aveva compiuto gli studi ginnasiali presso i Padri Vocazionisti di Pianura (NA) e poi quelli teologici presso il Collegio Leoniano di Anagni. Ordinato sacerdote il 29 aprile 1979 (avrebbe festeggiato 40 di messa in questa primavera!), per circa un decennio ha vissuto la sua prima esperienza pastorale nella famiglia religiosa dei Vocazionisti alla guida di comunità parrocchiali tra Palermo, Roma e Vibonati (SA).
Risale al 1989 il suo rientro nella Diocesi di Alife-Caiazzo, quando l’allora vescovo Mons. Angelo Campagna, lo designò alla parrocchia di San Sebastiano in Valle Agricola dove è rimasto fino al 1994; nel 1997 è passato alla Cappella dell’Ospedale Civile Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese; poi dal 2006 al 2011 ha guidato la Comunità parrocchiale di Raviscanina.

Di lui è chiaro il ricordo e l’esperienza diretta, in chi lo ha conosciuto, di un carattere deciso da cui spesso faceva trapelare durezza e severità; ma al contempo era facile averlo come appassionato e brillante interlocutore, cogliendo della sua persona anche la capacità di ascolto profondo e di lettura degli eventi con lo sguardo della fede: con gran rispetto e gratitudine aveva infatti colto la decisione del Vescovo che lo rimuoveva dall’incarico di parroco per i manifesti problemi di salute. Con Mons. Di Cerbo, che anche nell’ultimo mese lo ha più volte visitato negli ospedali dove è stato ricoverato, aveva mantenuto un vivo dialogo e la vicinanza spirituale tanto da manifestare per lui con una telefonata, il ricordo nella preghiera nel giorno della festa onomastica del vescovo Valentino, e ancora una telefonata, ieri, per annunciargli il suo rientro a casa dopo la degenza ospedaliera.

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