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A Linea Verde c’è il Matese. Territorio da conoscere e vivere, parola di Daniela Ferolla Domenica su RaiUno a Linea Verde

Il 3 marzo Linea Verde racconta il Matese: il suo territorio, la gente, il buon cibo

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linea verde Matese
L’intera troupe di Linea Verde e i figuranti al Castello di Gioia Sannitica

Mancano pochi giorni alla messa in onda di una nuova puntata di Linea Verde, il programma di Rai Uno che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze, con significativi spaccati sulla storia e le tradizioni dei luoghi del nostro Belpaese.

Attendiamo la puntata di domenica 3 marzo perché protagonista delle riprese e dei racconti sarà il Matese: circa 3 settimane fa, per 4 giorni consecutivi, la troupe della Rai con i conduttori Daniela Ferolla (Miss Italia 2001), Federico Quaranta, e Peppone Calabrese, la speciale partecipazione del nutrizionista Ciro Vestita, il regista Daniele Carminati, l’autore Yari Selvetella, il programmista Paolo Spirito hanno abitato casa nostra godendo della bellezza dei luoghi, dell’ospitalità della sua gente e dei migliori sapori.

La cipolla di Alife, il Castello medievale di Gioia Sannitica, il Castello ducale di Faicchio, la pizzeria Pepe in Grani di Caiazzo, il Matese e località Miralago sono solo alcune delle suggestive scene che domenica prossima a partire dalle 12.20 vedremo scorrere in tv raccontate dai conduttori e dai protagonisti.
“Un Matese come non l’avete mai visto”, anticipano quanti hanno preso parte alle riprese, complice di questo giudizio il suggestivo paesaggio innevato dei monti oppure la splendida giornata di sole che ha baciato le scene girate ad Alife e al Castello di Gioia Sannitica. Scenario perfetto per raccontare la buona Italia, quella incontaminata e fatta di risorse eccellenti. A far da angeli custodi alla troupe diversi esperti del Matese e del territorio: persone che questa terra la conoscono, la amano, la promuovono, la onorano nel modo migliore: Manuel Lombardi, presidente provinciale Coldiretti (dell’azienda agrituristica Le Campestre); Vincenzo D’Andrea, presidente dell’Associazione micologica del Matese e della Consulta del Matese; Marco Santillo di Bacco e Bivacco nelle vesti di guida e ristoratore. Lavoro di squadra, dietro le quinte, per rivelare il volto più bello di questo posto: l’accoglienza semplice e sincera, ma soprattutto entusiasta. E con loro tanti altri amici di questa montagna.

Noi di Clarus abbiamo avuto il piacere assistere al lavoro della troupe Rai e avere un confronto con la conduttrice Daniela Ferolla. 

Sempre in giro per l’Italia, alla ricerca del meglio da raccontare, così come un po’ di tempo fa Linea Verde ha fatto anche per Caserta, la sua Reggia e alcune aziende. Ora invece sul Matese: cosa cogli di particolare in questa terra?
Il Matese è veramente è molto bello e non me l’aspettavo così; tuttavia è poco conosciuto: come me che sono campana, credo che tanti altri siano all’oscuro delle bellezze di questi luoghi.

Linea Verde MateseC’è un aspetto, naturale o legato alla gente, che ti ha colpito?
La naturalezza totale dei luoghi e delle persone. Mi ha molto sorpreso per esempio  l’accoglienza che abbiamo ricevuto ad Alife; il calore e la disponibilità delle persone non sempre è un aspetto scontato… Quanto ai siti ho colto un significativo potenziale che però ancora parla poco e necessita di migliore tutela e forse promozione. Sarebbe bello vedere inseriti questi circuiti in percorsi turistici più ampi che abbraccino l’intera Provincia esaltando del Matese soprattutto la gastronomia e l’ambiente.

LineaVerde, un programma che vive di incontri, di relazioni, di scambi continui: la tua esperienza professionale, che nasce in altro contesto, come è cresciuta, come è cambiata?
L’Italia non è solamente Roma, Milano, Bologna, Torino, ma soprattutto questa, fatta  di campagne, di paesini, di villaggi, di realtà comunque legate a belle tradizioni da cui impari un grande senso di umanità, di disponibilità.

Da giovane ti sei inserita in una trasmissione storica del nostro Paese. Come vedi il futuro di LineaVerde che continua ad essere un grande potenziale per la Rai?
LineaVerde avrà ancora da raccontare! Le persone che intervisto sono sempre più giovani che stanno portando novità all’agricoltura e all’industria agroalimentare italiana; molti sono professionisti che lasciano la propria strada per un ritorno alle origini e grazie al recupero di un pezzo di terra di un nonno e a forme di finanziamento agevolate mettono in piedi filiere come quella della birra, o della cipolla proprio come avvenuto ad Alife, per esempio, grazie ad Antonietta Melillo. Noto proprio questa esigenza di tornare indietro che trova nell’intelligenza e nell’intuito di tanti ragazzi la strada giusta per il recupero di valori, mestieri e soprattutto la qualità di tanti prodotti.

Una trasmissione che è sul pezzo allora…
Certamente. E a favorirci sono anche i social da cui ci raggiungono proprio i giovani incuriositi dalle loro stesse origini, e stimolati dal bell’esempio di tanti coetanei…e dal buon umore che mettiamo.

Il tuo futuro, come lo immagini?
Mi piace moltissimo quello che faccio, la conduzione mi appassiona tantissimo e sono moto legata ovviamente a Linea Verde mi piacerebbe poterlo fare ancora per tanto tempo, però nel frattempo non escludo la possibilità di sperimentare qualche altra cosa, magari altre conduzioni anche delle prime serate.

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