Home Chiesa e Diocesi Il Maggio dei Libri a Piedimonte. Stasera il quarto appuntamento

Il Maggio dei Libri a Piedimonte. Stasera il quarto appuntamento

Tanti i testi scelti in questa occasione, per cercare di narrare momenti di frattura, rottura e crisi dell’assetto istituzionale che spesso hanno portato ai momenti più bui della storia

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Oggi a Piedimonte Matese, quarto appuntamento della rassegna letteraria Il Maggio dei Libri, come ogni venerdì di maggio, in Biblioteca diocesana alle 18.30.

Titolo della giornata sarà Quando la politica (si) perde: i motivi dell’odio e della demagogia nella letteratura e sarà animata dal prof. Costantino Leuci.

Tanti testi scelti per cercare di narrare quei momenti di frattura, rottura e crisi dell’assetto istituzionale che spesso hanno portato ai momenti più bui della storia: i testi scelti sono molto singolari, lontani dalla solita narrazione dei totalitarismi e molto più concentrati sui tanti momenti di trapasso, sui bivi che hanno portato lentamente non solo alle scelte di importanti uomini politici ma anche all’assuefazione di chi ha vissuto, sulla propria pelle, la politica figlia di odio e intolleranza nella quotidianità.

Libro paradigmatico è La banalità del male di Hannah Arendt.

I libri scelti toccano i vari denominatori comuni delle politiche di odio e dei totalitarismi: con le poesie di Montale, la fiducia nella poesia si fa ricerca di una verità minima, sempre in un orizzonte laico, razionale, non pretenzioso di grandi impalcature metafisiche e che quindi non può che cozzare contro la coeva propaganda grottesca e volgare del regime fascista.

Otre Montale, c’è la scrittura debole di Austerlitz, animata dalla forza dei ricordi di Sebald, che ricostruisce la sua infanzia di profugo e quella di sua madre, artista colpita dalle leggi razziali e dal regime di vita impossibile impostole dal nazismo.

Poi non mancano né scritti contemporanei, come Mussolini il figlio del secolo che rilegge l’avvento del fascismo in un’ottica completamente nuova, né mancano grandi classici come Antonio e Cleopatra di Shakespeare, exemplum sempre verde della demagogia e dell’eccitamento delle folle.

Chiude infine Il pendolo di Foucault di Umberto Eco che tra i tanti motivi affronta anche quello delle cospirazioni, dei complotti, sempre un arma formidabile usata nella genesi dei totalitarismi.

Al termine ci sarà un dibattito atto a raccogliere le varie impressioni che solo la lettura dei grandi classici sa lasciare.

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