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Alvignano. Centocinquant’anni di vita e sguardo ancora alto. Termina la festa della Fondazione Principi di Piemonte

Sabato sera in Santuario l'ultimo momento celebrativo: la preghiera con il Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza ha lanciato lo sguardo di questa scuola verso il futuro

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Bilancio positivo per la festa dei 150 anni della Scuola Principi di Piemonte, l’istituzione – oggi Fondazione diocesana – che ha formato intere generazioni di alunni e condiviso con le famgilie di Alvignano e dei comuni limitrofi i valori della fede e del senso civico.
A concludere i giorni di celebrazioni organizzati in un convegno, uno spettacolo teatrale, e una mostra fotografica, la messa nel Santuario dell’Addolorata che per la prima volta sabato sera ha accolto il Vescovo Orazio Francesco Piazza, amministratore apostolico di Alife-Caiazzo.

Non poteva che essere la preghiera e quindi l’eucarestia il momento per esprimere gratitudine e riconoscenza per un luogo che nei suoi lunghi anni di storia ha visto al suo interno la presenza feconda delle Suore dell’Immacolata di Ivrea e delle Suore di San Francesco di Sales, queste ultime che a partire dal 1989 gestiscono la Scuola e curano le attività pastorali in collaborazione con i parroci che si sono succeduti in paese: don Emilio Meola e don Pasquale Rubino che sabato sera si sono uniti alla celebrazione con il parroco don Alessandro Occhibove e don Francesco Vangeli suo collaboratore).

Prima di entrare in Santuario, ai ragazzi è toccato un saluto di benvenuto: coreaograifa e canto si osno alternati per esprimere il clima di festa e la gioia che ha accompagnato queste giornate. Momenti di grande famigliarità arricchite da numerose presenze, di ex alunni e di tanti amici dell’Istituto Principi di Piemonte. Accanto alla Direttrice della Scuola Suor Francesca Bortoli e alla Superiora Suor Rosalia Rizzo si è stretta la calorosa famiglia salesia che ha visto ritornare in paese alcune religiose particolarmente legate per affetto e stima ad Alvignano.

Passato e futuro di questa istituzione tanto cara alla Comunità si sono incontrare nella Parola di Dio: ha parlato di memoria generativa il Vescovo Orazio Francesco indicando la ricchezza di questa storica esperienza e il futuro che l’attende, la cui strada è tracciata nelle parole di speranza che la solennità dell’Ascensione consegna ai credenti.
Il Vescovo ha esortato i presenti a tenere lo sguardo alto come di chi è chiamato, è convocato, è sollecitato a viverla e donarla quella speranza.
Atteggiamento possibile che si coniuga con l’esperienza formativa di un ambiente scolastico la cui scelta fondante, accanto al sapere scolastico è proprio la vita secondo il Vangelo.

“La gloria di Dio è l’uomo vivente”. L’esplicito richiamo del Pastore ad Ireneo di Lione, uno dei padri della Chiesa, è stata la sollecitazione rivolta ad alunni, insegnanti e genitori riuniti in Santuario, ad essere creature appassionate della vita perchè “Dio è felice quando sappiamo vivere”.
Provocazione colta dai più piccoli tra i presenti, da cui la domanda, venuta proprio da un’alunna “Come si fa a vivere bene?”.

Una delle strade per portare in alto la nostra umanità – richiamo alla partecipazione dell’Ascensione di Gesù – è la formazione, la cultura: esse determinano il senso delle relazioni, della famiglia, dei legami”. Altra strada per vivere bene, secondo lo stile vivente che piace a Dio è rifuggire “l’aggressività, l’isolamento, l’amarezza che non ci consentono di elevare il nostro cuore in alto”.
E allora, se la cultura “insegna la vita”, come ha indicato il Vescovo, il cuore buono dell’uomo vivente gli indica la via, quella dell’amore.

“Questi ragazzi sono l’obiettivo del nostro pregare”: Mons. Piazza in più occasioni ha riportato l’attenzione sui veri protagonisti della festa: quei figli di oggi per i quali è chiesto di spendere ogni risorsa, ogni energia perché siano uomini e donne domani con un bagaglio di valori che li vuole cittadini degni del Vangelo.

Al termine della messa, nel piazzale antistante il Santuario, un momento di festa e di convivialità offerto dall’associazione parrocchiale onlus Maria SS. Addolorata cui ha preso parte il gran numero di presenti e trascorso ancora insieme le ultime ore della serata.

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