Home Arte e Cultura Milo Cotogno a Piedimonte Matese. L’attore della Melevisione ospite della Biblioteca diocesana

Milo Cotogno a Piedimonte Matese. L’attore della Melevisione ospite della Biblioteca diocesana

Sabato 8 giugno si conclude la rassegna letteraria dedicata ai bambini che insieme al Maggio dei Libri ha fatto registrare il "tutto esaurito" negli appuntamenti proposti dalla Diocesi di Alife-Caiazzo

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Luca Di Lello – Sabato 8 giugno ultimo appuntamento della rassegna letteraria dedicata ai bambini dal titolo A Caccia di storie con Aurora! Si conclude così il percorso promosso dalla Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino curata dal direttore Luigi Arrigo e dall’attore Michele Casella.

Ospite d’eccezione Lorenzo Branchetti, volto noto della Tv dei ragazzi, meglio conosciuto alcuni anni fa come Milo Cotogno, protagonista de La Melevisione in onda su RaiTre per il pubblico dei giovanissimi.
La giornata di sabato, aperta a tutti, ha il titolo interessante de Il Fiabolatorio – Come nascono le fiabe?
A partire dalle 17.30, in  Biblioteca, parole e musica dedicate ai bambini di oggi e a quelli di ieri, perché il linguaggio delle favole resta universale nei contenuti e negli insegnamenti.

“Sabato sono in provincia di Caserta. A Piedimonte Matese c’è una biblioteca, si chiama Biblioteca Diocesana e io sono lì dentro dalle 17.30. È uno spettacolo per bambini. Ma poi ci saranno i grandi. Io saluto tutti!”. Ad annunciarlo sui social è stato lo stesso Branchetti, oggi noto al piccolo schermo grazie alla trasmissione Happy Dance in onda su RaiGulp.

C’è dunque grande attesa. Gli incontri sono sempre stati molto partecipati e il numero di prenotazioni sempre esaurito nel breve termine. Quindi l’obiettivo principale, l’avvicinamento alla lettura, all’arte e alla scrittura creativa si può ritenere ampiamente centrato. Sono in molti infatti a puntare sempre di più sugli effetti positivi della pratica della lettura in tenera età. Molta letteratura di pedagogia e psicologia sostiene infatti che i libri, e nella fattispecie la narrativa, aiutino meglio a riconoscere sensazioni e di qui a maturare una più consapevole autogestione dell’emotività. Il libro dunque migliora le relazioni, anche se è per bimbi resta comunque esercizio di introspezione, fa abituare al dialogo e al pluralismo dei punti di vista.
E poi la lettura, come sempre, resta un grande invito alla lentezza, all’elaborazione calma dei fatti. Sui quali, solo chi legge molto è in grado di sviluppare un discorso pieno di autenticità e senso critico. Certamente non occorre coltivare l’illusione del libro come ancora di salvezza. Ma certamente i mali del vivere associato dei più piccoli come il bullismo, il razzismo, classismo ed esclusione sociale, non possono in alcun modo essere sconfitti senza un educazione alla sensibilità, che non può non passare per i libri.

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Annamria Tartaglia – I nostalgici della Melevisione non potranno mancare, per questo potremmo definirlo un evento trasversale, ci saranno i bambini di oggi, ma soprattutto quelli di ieri, quelli che sono cresciuti con la trasmissione e che, nel rivederla oggi, ritornano piccoli e non possono non canticchiare Mele melevisione, tele te le chiediamo,Vele ve le racconta, mele me le per te”.
Un’infanzia meravigliosa, senza video a portata di tablet, un’infanzia fatta di attese “Faccio subito i compiti perché devo vedere la Melevisione” e tutti incollati lì, ad usare le forbici dalla punta arrotondata per fare i lavoretti come Tonio o Milo, o a costringere la mamma a bere un intruglio chiamato “Blumele” o “Moraviglia” come quelli prodotti da loro nel chiosco delle bibite di cui sono protagonisti nel programma televisivo.
Di storie ne ha raccontate tante, forse la ragione del suo successo sta nel fatto che si trattava sì di fiabe, ma i protagonisti erano così umani, così vicini a “Città laggiù” che potevamo sentirci anche noi principesse e principi.
L’avventura nel Fantabosco della Melevisione parte il 18 gennaio 1999, su RaiTre e continuerà, tra enormi successi, fino al 6 settembre 2010.
Verrà poi trasmessa su RaiYoyo dal 23 maggio 2011 al 2 maggio 2015 e si anima di figure fantastiche ma particolarmente amiche: una coppia di orchi, una principessa, un principe, un re, un lupo, una balia, una strega, una gazza, un cuoco, gnomi corridori, gnomo giornalista e archivista e altri personaggi delle fiabe.

Questo è un anno di numeri speciali per la Melevisione: 20 anni dalla prima puntata messa in onda, più di 2000 le puntate, con 250 canzoni e 754 filastrocche.
Per festeggiare questo importante anniversario Rai YoYo ha proposto venerdì 18 gennaio, una maratona notturna con gli episodi più significativi della trasmissione: iniziativa che ha avuto così tanto successo che i palinsesti Rai hanno deciso di riproporlo ogni notte a partire dall’1.30.

I fan della Melevisione non sono rimasti a guardare ed hanno inondato di messaggi Lorenzo Branchetti lamentandosi dell’orario non adatto ai più piccoli, si tratta magari di bambini di ieri cresciuti con Milo che vorrebbero fare lo stesso con i propri figli, perché come cantava Tonio “Grazie a te Melevisione di bambini e di poppanti, in dieci anni noi ne abbiamo visti tanti! Grazie a te Melevisione, io lo dico con orgoglio, quei bambini forse son cresciuti meglio! Se quei bimbi ora son grandi, ci son sempre bimbi nuovi”.

L’attore, rilanciando questa notizia, ha chiesto che i reclami fossero fatti direttamente alla pagina di Rai Yoyo, affinché vengano ascoltati e non fallisca la missione di Tonio “Raccontare fiabe ai bambini che se ne sono dimenticati”.

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