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Maturità 2019. Buon esame, buona vita! Tra la paura di crescere e gli affetti che consolano

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Cari ragazzi, è oggi che si diventa grandi!
Sui i banchi dell’esame di maturità, in queste ore, tra la sopresa del tema di italiano (a volte intuito in anticipo ma mai indovinato) e il tremore di prendere quella penna e iniziare a mettere nero su bianco ciò che siete. Poche ore per fare sintesi di voi stessi attraverso ciò che avete imparato, costruito, e ciò che sognate.

Sono 501.031 gli studenti di tutta Italia chiamati da oggi al grande confronto con la vita, e tra loro anche quelli dei nostri Istituti distribuiti tra Piedimonte Matese, Alife, Alvignano, Caiazzo; e se si considerano quelli che dal territorio diocesano si spostato un poì più in là non possiamo chiamare in causa le Scuole di Caserta, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Vairano. Sguardo allargato ad un’ampia geografia in cui, stanotte e alle prime luci dell’alba, ha palpitato in maniera più forte il cuore dei nostri giovani, e senza dubbio delle loro famiglie.
Ormai ci sono dentro. Indietro non si torna.
E oggi, dopo la consegna della prima prova usciranno dalle loro scuole più grandi e più forti di ieri. Così a piccoli passi, nel giro di qualche settimana, saranno “altri”, saranno oltre quel traguardo avvistato ma “che sembrava tanto lontano”. (Le tracce della prova di Italiano).

Ieri, nelle ultime ore prima del grande salto, ne abbiamo visto qualcuno alle prese con le paure, l’ansia, la consapevolezza di essere di fronte ad una prova seria e importante; ma al contempo carichi di un entusiasmo pulito, libero, esclusivo di chi vuole farcela, di chi ha fatto il proprio dovere e va fiducioso…
Alcuni liceali di Piedimonte Matese hanno scelto di prepararsi all’esame studiando nella Biblioteca diocesana, cogliendo dell’ambiente di recente ristrutturato la tranquillità, i servizi ma soprattutto la possibilità di staccare la spina dal mondo e riservarsi uno spazio “a misura”.
Uno accanto all’altro (come la necessità di restare abbracciati) ma ognuno preso dal proprio studio.
Si sussurra appena qualche parola, poi una breve pausa per uno scambio di pareri su cosa li attenderà “domani”.
“Sembra ancora tutto irreale: ci sembrava lontato e invece domani dovremo presentarci all’esame di maturità”, le parole di Mariantonietta Pece, la più coraggiosa a parlare.

Come sarà? “È difficile da esprimere e da immaginare”.L’emozione si fa forte alle parole “Siamo tormentati dalla paura di diventare maturi, ma maturi non nel senso tradizionale, piuttosto per la necessità di e la copnsapevolezza di dover prendere decisioni, anche da soli, una volta finito questo Liceo. Oggi ci farebbe piacere rimanere per sempre in quella scuola protetti, custoditi e non catapultati nel mondo così all’improvviso”.

La speranza che anima un giovane è sempre più forte, e supera il timore del momento. Sono pronti a partire: Roma, Milano, Torino, le grandi città non fanno paura immaginando un futuro diverso;  sono pronti a portare la parte migliore di sé e non temono il confronto dei nuovi incontri; sono carichi e adrenalinici per il nuovo che si apre davanti, ma “ci mancherà la famiglia”.
Il sapore di casa torna e si impone, tra gli adolescenti ribelli, nel tumulto di questa età urla più di tutto l’amore per la famiglia, da cui hanno osservato e imparato i valori del rispetto, della buona educazione e tante, troppe volte, del sacrificio.
E chi li addita ancora come “lontani”, “irriconoscenti”, “distanti”, anche questa volta si è sbagliato.
Sanno soprenderci perchè dalle loro paure, emozioni e dai loro sogni, dalla capacità di mettersi in discussione sanno aprirsi larghe strade verso il futuro.
E chi non è stato giovane così?

Buon esame. Buon futuro
La Redazione 

 

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