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Autismo, i linguaggi da comprendere, le sfide della medicina. Se n’è parlato a Piedimonte Matese

Le associazioni Fraternitas Onlus e Papa Francesco hanno proposto dibattito e riflessione in materia di autismo a partire dai servizi proposti dall'Asl Caserta, su quanto è stato fatto e quali nuovi stili le strutture pubbliche potrebbero assumere rispetto al disturbo

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Si  è  tenuto  a Piedimonte Matese presso  la Sala Multimediale  del  Seminario Vescovile a Piedimonte Matese, l’incontro: Implementazioni delle  competenze: autismo.  curato dall’associazione Fraternitas Onlus rappresentata dal presidente dott. Giuseppe Guglielmo Leggiero e dall’associazione Papa Francesco rappresentata da Anna Zulla.
Ad occuparsi dei contenuto il Nucleo Operativo Autismo, (NOA) anch’esso diretto dal Dott. Leggiero costituito dalle Dott.sse Anna Faella, Renata Serio, Andrea Palermo, e si inserisce nel solco della collaborazione avviata dalle due Associazioni promotrici dell’evento. Entrambe mirano infatti ad avviare sul territorio processi di sensibilizzazione ed informazione della comunità su temi di rilevanza socio-sanitaria che interessano anche il territorio matesino.

L’Incontro, tenuto lo scorso 15 giugno, è stato la naturale prosecuzione del corso di formazione per operatori ABA che si è svolto da Settembre a Dicembre 2018.
Gli  interventi  sono  stati  coordinati  dal Presidente Leggiero che ha aperto la seduta illustrando gli aspetti clinici ma anche sociali dell’Autismo, evidenziando le criticità del sistema sanitario provinciale, ASL Caserta, in merito alla ricchezza culturale e rispetto alla metodologie degli interventi, a suo dire, “troppo centrati” sul metodo ABA e a cui sono attribuiti troppi esiti di qualità ed un eccessivo merito, a scapito di interventi più modulari ed efficaci nel prendere in carica in modo globale le necessità del soggetto autistico.

Nel seguito dell’intervento è stata affrontata la questione relativa ai possibili interventi, non di tipo sostitutivo, ma integrativi rispetto all’approccio proposto dalla  ASL,  identificando  tale  convergenza  di  interventi  in  un  nuovo  modello  di trattamento  alternativo  e  originale,  metodo  T.I.M.  CODE (Trattamento  Integrato Modulare), derivante  dalle  teorie  neurocognitive  e  dalla  revisione  del  metodo etologico-relazionale.

Tale tematica è stata affrontata anche con il contributo della Dott.ssa Andrea Palermo, che ha descritto, per linee generali, gli assunti della letteratura in merito al metodo etologico-relazionale rispetto al quale sta aggiornando e revisionando l’intera letteratura scientifica internazionale. Dopo aver un quadro generale rispetto ai metodi,  ai  trattamenti  con  maggiori  evidenze,  si  è  proseguito considerando i punti più problematici e onerosi nella riabilitazione del bambino con diagnosi di Autismo. Una delle problematiche più frequenti affrontata in sede è quella relativa alla comunicazione e al linguaggio, su cui è intervenuta la Dott.ssa Renata Serio, che ha affrontato la tematica, considerando il linguaggio rispetto alla sua struttura, funzione, ai metodi di produzione e comprensione, e gli aspetti deficitari nella condizione autistica. A questo punto è stato fatto un collegamento sul lato pratico della riabilitazione di tali deficit, rispetto alla metodologia ABA.
L’intervento è stato strutturato dalla Dott.ssa Anna Faella, che ha esposto un quadro generale dei presupposti di tale trattamento, degli scopi e delle criticità teoriche-pratiche in merito alla pianificazione di tali  interventi. Sono stati trattati elementi specifici alle procedure del metodo come gli operanti verbali, il rinforzo e la comunicazione aumentativa alternativa.

L’incontro è proseguito dando ampio spazio alle richieste di chiarimenti sugli argomenti generali presentati e risposte agli interrogativi più specifici e pertinenti alle teorie e agli  sviluppi futuri in materia, dando occasione di un interessante e partecipato dibattito, segno chiaro di un ampio coinvolgimento riguardo ai temi trattati.

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