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Piedimonte Matese. Cosa cambia davvero nella Giunta comunale?

Nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, si è proceduto alla revoca della carica di assessore ad Antonella Capone, mentre a entrare è Serena Mainolfi. Della prima Giunta restano, invece, Ivan Filetti (vicesindaco) e Mauro Paterno

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Michele Martuscelli – Più che rimpasto di Giunta, sostituzione di un solo assessore. A distanza di nove giorni dall’azzeramento dell’esecutivo del comune di Piedimonte Matese, appena dopo il voto consiliare sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato (trasmesso al ministero per l’esame e le eventuali osservazioni rilievi), il sindaco, Luigi Di Lorenzo, ha ripristinato la Giunta e quindi l’organo collegiale di supporto, ma ancora senza deleghe per cui sarà necessario un altro decreto sindacale.

Giunta
È il terzo cambiamento in Giunta dall’insediamento dell’amministrazione guidata da Luigi di Lorenzo a capo della lista di Maggioranza “Uniti per Piedimonte”, tra impegni di rotazione degli incarichi e valutazioni più prettamente politico – amministrative. Ad essere stata revocata è la carica di assessore ad Antonella Capone protagonista di una presa di posizione, tramite un emendamento alla proposta di bilancio, sulla sistemazione e destinazione delle indennità di carica, mentre ad entrare è Serena Mainolfi, ”come da accordi nel 2017”, sottolinea il sindaco Di Lorenzo. Gli unici rimasti dalla prima giunta sono Ivan Filetti (vicesindaco) e Mauro Paterno. Occorre quindi attendere il nuovo provvedimento per l’attribuzione – redistribuzione delle deleghe specifiche a livello di attività amministrativa.

Consiglio comunale
In seno al Consiglio comunale un vero e proprio “duello”: Capone ha annunciato l’astensione su tutti gli argomenti relativi al bilancio. Le ragioni? A precedere l’azzeramento, infatti, vi era stata la seduta del Consiglio comunale con all’ordine del giorno l’ipotesi di bilancio post-dissesto. Antonella Capone aveva chiesto conto del mancato inserimento dell’emendamento presentato agli uffici in merito all’indennità, specie per far fronte ad esigenze sociali tra cui il ripristino dell’asilo nido pubblico in termini di manutenzione e il sostegno alle associazioni. Nel suo intervento l’ex Assessore aveva evidenziato irregolarità nella definizione dell’ordine del giorno oltre alla mancata notifica di inammissibilità. Avvio imbarazzante e  confuso per il presidente Gianluigi Santillo con le richieste di chiarimento della stessa Capone e di alcuni consiglieri di Minoranza (Civitillo e Petella), dopo l’inversione dell’ordine del giorno per consentire la prioritaria approvazione di una variazione di bilancio: “Abbiamo avuto incomprensioni – ha dichiarato Santillo – e l’emendamento sarà discusso, secondo il regolamento al bilancio”, è stata la giustificazione traballante. A questo punto la dichiarazione di astensione da parte del’ex assessore Capone sui temi finanziari – contabili iscritti nella scaletta. È stato successivamente il Sindaco a spiegare le ragioni dell’inammissibilità dell’emendamento sia per ragioni procedurali che di contenuto (le somme dovevano essere adeguate al netto), ribadendo il principio di democrazia interna al gruppo: “Siamo contrari alla non erogazione delle indennità, purché le si utilizzi per finalità proprie dell’Amministrazione, nessun Amministratore, compresa Antonella Capone, lo utilizza a finalità proprie. Faccio un solo esempio, perché poi entro nei dati e perché non è stato possibile emettere l’emendamento. Le somme destinate alle indennità, sono lorde di 94.000 euro. Ci sono state diverse rinunce nel passato, tra cui la vecchia Amministrazione. Il Ministero degli Interni ha voluto censurare quel tipo di delibere semplicemente perché non si può fare un risparmio a favore dell’Ente contro lo Stato, per cui era un’indennità, dice il Ministero, con una serie di pareri autorevoli che non ho portato per non annoiarvi: il singolo Ministro – Assessore, può rinunciare sempre che gli venga erogata e poi lo rinuncia all’Ente, quindi al netto delle tasse. Tanto è vero che l’assessore Capone da assessore al Contenzioso ha dovuto transare con un ex assessore della Giunta Cappello che ha preteso il pagamento di tutta la Giunta per euro 25.000, perché non si riconosceva nella Delibera di Giunta collegiale, facendo forza di quella delibera e stiamo tuttora pagando a questo ex Assessore 1.000 euro al mese. Siccome non ci interessano i manifesti, Sindaco campione, ma interessa utilizzare queste somme che al netto sono 3.000 euro al mese”, ha dichiarato in aula facendo una serie di esempi: “Lo facciamo in piena legittimità, perché ciascuno fa della propria indennità ciò che vuole. Invece di farne un uso estemporaneo, tipo pagare i contributi alle parrocchie, alle feste e quant’altro, si destini le somme nella totalità, a finalità ben precise”, sottolineando che gli interventi proposti già hanno somme stanziate.

Dopo poche ore è arrivato il provvedimento di azzeramento della Giunta e, nove giorni dopo, della nuova Giunta. Quest’ultimo così commentato da Capone: “Respingo fermamente (in riferimento al Decreto di nomina ndr) la ricostruzione dei fatti così come raccontata dal Sindaco che, ancora una volta, come nella nota vicenda Santopadre mostra come alcun rispetto si abbia dei membri della stessa Maggioranza, calpestando conseguentemente gli elettori che lo hanno sostenuto. Ci sono infatti alcune circostanze non tenute in conto: la dichiarazione di dissesto ha richiesto una enorme unità di intenti e responsabilità, la necessità più volte da me rappresentata di voler completare degli iter inerenti alle mie deleghe, Martino è stato da sempre impegnato nel perseguire un impegno in un ente sovracomunale, cosa che sta facendo a tutt’oggi. Sotto gli occhi di tutti, invece, che il preannunciato rimpasto, o rotazione che dir si voglia, si è concluso in una semplice sostituzione. Pura verità è inoltre che, della preannunciata ricognizione interna delle relative disponibilità, io non sono stata minimamente interpellata da alcuno come per il repentino azzeramento di Giunta conosciuto solo sui social! Rimango sempre più convinta della bontà del mio emendamento e mi chiedo ancora una volta qual è la volontà politica dei nuovi assessori. Rimango ancora nella Maggioranza poiché per questo sono stata votata, attendendo ancora determinazioni del Sindaco possibilmente verbali o scritte e non unicamente sui social”. A queste affermazioni il Sindaco replica così: “Il percorso è lungo e non possiamo fare a meno di te“, tra social e Aula consiliare.

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