Home Chiesa e Diocesi “Chiedo al Signore la grazia di poterlo seguire nella vita monastica” 

“Chiedo al Signore la grazia di poterlo seguire nella vita monastica” 

il Monastero di Ruviano, ispirato alla regola di San Benedetto, ha accolto definitivamente il "Sì" di Michela Arnone. Sabato 20 luglio 2019 la professione dei voti

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Michela si prostra a terra durante il canto delle Litanie. Foto concessa dal Monastero

La risposta alla chiamata di Dio non si improvvisa; essa è frutto di una lunga esperienza, di un prendere e lasciare, di sofferenza, di rinuncia di se stessi e di continua riscoperta della Sua Parola, di relazioni fraterne costruite nella fede, di amicizie spirituali, di preghiera e silenzio.
È in questo modo che è maturata la scelta e la richiesta di Michela Arnone, di entrare a far parte difinitivamente della Comunità Monastica di Ruviano, guidata dal Priore padre fabrizio Cristarella Orestano.
Sabato pomeriggio, presso il Monastero di via Morroni, tra il verde delle colline, alla presenza di numerosi amici, dei familiari, di tanti sacerdoti, la giovane in formazione in questa comunità da gennaio 2013, ha pronunciato i voti solenni “per vivere definitiviamente e stabilmente la sua consacrazione nel celibato e nella vita comune,  secondo le forme previste dal nostro statuto e nella fedeletà alla Regola del nostro santo padre Benedetto”. Queste le parole di Padre Giampiero Tavolaro, che ne ha seguito la formazione.

Chi ci vive in questo luogo e chi lo frequenta anche occasionalmente, sperimentando il valore e il calore della comunità e della preghiera, ha ritrovato anche nella cerimonia di sabato la sintesi perfetta di tutto questo; come un dono restituito rispetto alla missione dei fondatori (Padre fabrizio e Padre Giampiero) che nella preghiera quotidiana ascoltano e accolgono la Parola di Dio, e se ne fanno testimoni davanti al cuore dei numerosi “cercatori” che scelgono di incontrare la Parola di Dio frequentando il Monastero. Un segno tuttavia che vive della consapevolaezza che pur lavorando, pur attendendo e pregando per le vocazioni “se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori”, così citando il Salmo, si è espresso padre Giampiero.

Il percorso della giovane Michela, come lei stessa l’ha descritto, prima di prostarsi e terra e invocare l’intercessione de Santi con il canto delle Litanie, non è mai stato in solitaria, ma fin dalla giovanissima età accompagnato dalla presenza di Dio, e nel tempo, dalla ferma convinzione che fosse quella l’altra vita a cui era chiamata. Un percorso di crescita vissuto con la comunità L’esperienza di Teggiano Policastro e poi direttamente in monastero in cui ha sperimentato se stessa per essere pronta a questo momento, così come ha saputo raccontare incidendo definitivamente con le parole ferme e solide la storia della sua vocazione, alla presenza dell’assemblea che si è riunita intorno a lei nella preghiera: “Consegno la mia vita a Dio, ma è Lui che mi dà la vita, e mi fa sposa e madre”.

Fedeltà all’ascolto della parola, costanza alla lectio divina e la preghiera personale e comunitaria… che vive con entusiasmo e grande cura”, questi i tratti distintivi della sua esperienza di noviziato che Padre Giampiero ha presentato al Priore Fabrizio chiedendo di accogliere la richiesta della giovane. Spiritualità che ha fortificato ed acceso e motivato anche la quotidiana vita lavorativa presso il Monastero e quella intellettuale, “portate avanti con creatività…”
Una tappa nuova non solo per la vita di Michela, ma anche per il Monastero di Ruviano, per la famiglia in cui ella si inserisce stabilmente e per la quale è stata chiesta la presenza spirituale e la preghiera di tutti i presenti.

Parole e racconti su cui lo stesso priore Padre Fabrizio, nel commento alla Parola di Dio (XVI del tempo ordinario) ha sintetizzato e riportato nel quadro dell’evangelista Luca, autore della bella pagina che vede protagoniste Marta e Maria, e la seconda farsi discepola del Maestro, del Signore, scegliendo di accogliere Dio, la parte migliore.

Alla festa e alla preghiera non è mancata la partecipazione della Diocesi di Alife-Caiazzo in cui sorge il Monastero, vivendo di una sua sua autonomia e la sua regola: sono stati presenti i sacerdoti don Massimiliano Iadarola, don Alessandro Occhibove e don Massimiliano Giannico, quest’ultimo delegato dal vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza, Amministratore apostolico, al quale il Pastore ha affidato le parole di saluto: “Porgo alla comunità monastica di Ruviano, in occasione della professione monastica di Michela Arnone, il mio personale saluto ed auspico una intensa vita di preghiera come segno vivo che rende feconda l’intera chiesa locale. Scenda su voi la Benedizione di Dio, trino ed unico e vi conduca sul sentiero di una vita santa. Il Signore vi benedica e vi protegga nella Sua volontà”.

Intero pomeriggio segnato da forte tensione emotiva, di fronte ai gesti che si sono pacatamente succeduti e hanno visto Michela protagonista discreta di questo evento nella Storia scritta da Dio; tutto poi tradotto nella festa degli abbracci e delle strette di mano alla fine della celebrazione, come segno di gratitudine al Signore e in particolare alla giovane donna, coraggiosamente fedele nel tempo ad una chiamata, che come lei stessa ha descritto, “è stata da sempre…”.

 

 

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