Home Arte e Cultura Castel Campagnano. “Il berretto di Squille”, storia di amore e garibaldini

Castel Campagnano. “Il berretto di Squille”, storia di amore e garibaldini

Il libro scritto dal professore Fiorenzo Marino e pubblicato da Edizioni Spartaco verrà presentato domani, 9 agosto, presso il Centro di Aggregazione Comunale di Squille

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Una bella e interessante opportunità per incontrare l’autore del libro: è con queste parole che Giuseppe Di Sorbo, sindaco di Castel Campagnano, annuncia la presentazione di un libro interessante, fuori da ogni luogo comune. L’opera in questione s’intitola Il berretto di Squille, scritto dal prof. Fiorenzo Marino, docente di materie letterarie e Latino nei licei, il quale illustrerà il suo lavoro letterario al pubblico domani, 9 agosto, presso il Centro di Aggregazione Comunale di Squille, frazione di Castel Campagnano, alle 19.00.

Il prof. Fiorenzo Marino, autore del libro

Edito dalla Casa editrice Spartaco e aperto dalla prefazione di Nando Dalla Chiesa, il libro, racconta una di quelle storie capaci di emozionare, arrivando dritte al cuore del lettore, e cioè il profondo legame che nasce “tra una ragazza di Squille e un soldato garibaldino”, i quali s’incontrano nel contesto della Battaglia del Volturno del 1860. Il periodo storico che fa da cornice al romanzo si riferisce agli scontri avvenuti tra le truppe borboniche e i volontari garibaldini, il cui fermento interessa tutto l’Alto Casertano, compreso l’intero territorio del Caiatino. A metà tra storia e fantasia, Il berretto di Squille è la narrazione di “un bellissimo momento di intensa complicità e infinita umanità” vissuto da un uomo e una donna che, pur nella diversità dei loro mondi, si riconoscono l’uno nell’altra.

IL LIBRO

Settembre 1860, la battaglia campale del Volturno è alle porte. Aristide Panseri, garibaldino d’origine bergamasca, si perde nelle campagne di Squille (oggi frazione di Castel Campagnano in provincia di Caserta). Braccato da contadini e truppe borboniche, sfinito e ferito, sviene. Una ragazza del posto lo soccorre e lo accoglie in un casolare.
“La conquista garibaldina ritrova nella novella la sua innocenza, l’idealità di riscatto che portò giovani che nulla sapevano delle grandi regioni italiane, né mari né valli né popoli, a desiderarne comunque l’unificazione, fino alla scelta di donare a questa causa la vita stessa” (dalla prefazione di Nando dalla Chiesa). Fonte edizionispartaco.com

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