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Speciale / Alvignano. Porta la firma di Paolo De Matteis la tela restaurata della Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo

Ritornano in chiesa la tela raffigurante la Vergine col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo e il busto ligneo di San Ferdinando d'Aragona. Il lavoro di restauro è stato curato dai laboratori della Nova Ars di Avellino

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Sono ritornate in chiesa la tela raffigurante la Vergine col Bambino tra i santi Pietro e Paolo e il busto ligneo di San Ferdinando d’Aragona, patrono di Alvignano.
Ritorno che si carica di stupore per la ritrovata firma sotto la prima opera, del famoso artista campano Paolo De Matteis (1717) già autore sul nostro territorio (almeno fino ad oggi) anche del San Gennaro tra i leoni conservato nella sagrestia della Basilica di Santa Maria Maggiore a Piedimonte Matese (leggi l’articolo).
Un anno, tanto è durato il trasferimento presso i laboratori della Nova Ars di Avellino per ripulire la tela e recuperare le sembianze originarie del busto del Santo protettore.
Una scoperta, la firma del pittore sotto la tela, che permette all’opera custodita sull’altare della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di essere valutata alla stregua della particolare produzione campana del XVIII secolo, oltre che donare all’edificio in cui è conservata una nuova considerazione dal punto di vista artistico, essendo la chiesa parrocchiale priva di particolari manufatti.
Alla consegna del lavoro, venerdì scorso, è seguita una Messa, durante la quale don Francesco Vangeli ha benedetto le due opere restituite alla comunità; un momento informale in attesa di un evento in cui presentare ufficialmente i due lavori. Non ha fatto mancare tuttavia la sua presenza il sindaco Angelo Marcucci che si è unito alla preghiera.
“È l’uomo la gloria vivente di Dio”, le parole del sacerdote per riportare l’attenzione dall’evento alla vita: un’opera resta un collegamento tra Dio e l’uomo, un dialogo eterno ispirato da fede e devozione, suggerito da un bisogno o da gratitudine, da un desiderio o da un voto… Ma resta l’uomo vivente il solo capace di contemplare Dio. Una riflessione che risponde alla necessità pastorale di educare ad essere “oltre” le statue, oltre l’oggetto visibile e le sue fattezze.
 DETTAGLI TECNICI DEI RESTAURI 
San Ferdinando D’Aragona (sec. XVIII) – Il lavoro è consistito nella pulitura meccanica ed a solvente degli incarnati, della tunica e della base della scultura, rimuovendo la ridipintura sovrastante, mentre le restanti componenti sono state ripulite superficialmente. L’opera è andata distrutta quasi completamente in seguito a un incendio, i cui segni sono visibili nelle parti originali portate alla luce. Il forte calore ha determinato il distacco della preparazione e della pellicola pittorica, su cui si è intervenuto in precedenza con la sovrapposizione di tele, riammanitura e ridipintura. Inoltre, gli esperti hanno proceduto al consolidamento della struttura lignea che sostiene la statua, della preparazione e della pellicola pittorica.
Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Paolo – La tela è stata sottoposta a un primo intervento di pulitura per eliminare i vari strati di sporco, più consistenti e superficiali, come anche le struccature che traboccano dal colore originale. È stata necessaria una seconda fase di pulitura, per rimuovere residui di colle, ritocchi e ridipinture del lavoro precedente e, proprio durante la rimozione di un ritocco, piuttosto esteso, presente nella parte centrale in basso, è venuta alla luce la firma di Paolo De Matteis e la data 1717 (Paulus de Mattheis 1717). Al termine della pulitura, è stato applicato un velo di vernice da ritocco.

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